sabato 16 gennaio 2021

Brindisi.Licchello: classe dirigente incapace che attraverso la politica del NO ha contribuito a far fallire tutti i progetti e le iniziative che si sono presentate.

Nei giorni scorsi si è riunita la Segreteria della UIL di Brindisi per fare il punto sulla complessa situazione economica, sociale e sanitaria in atto, aggravata dalla recessione da Covid che continua a creare nuove disuguaglianze che hanno bisogno di essere ben identificate e risolte a vantaggio della collettività meno abbiente. 

Necessaria ed immediata è stata, quindi, la richiesta sindacale nei confronti del Governo nazionale per affrontare i nuovi bisogni regolamentando il mercato del lavoro in modo efficace ed adeguato al fine di sopperire alle nuove e gravi carenze in termini di diritti e tutele, già largamente insufficienti e diffuse in tutte le categorie lavorative. 

A titolo di esempio, nella sua relazione introduttiva, il Segretario Licchello ha detto che nel mercato del lavoro, nell’ultimo anno, si è sviluppato senza alcun controllo l’utilizzo della prestazione lavorativa da remoto (smart working), mentre ancora non c’è il necessario confronto più volte richiesto dal Sindacato per mettere a punto un progetto condiviso in grado di programmare e gestire la ripresa, rinnovando i contratti, dando certezze a milioni di lavoratori, fiducia ai disoccupati, sostegno alle imprese, ai lavoratori precari, ad indennizzare le attività commerciali chiuse, ad aiutare le categorie dei professionisti.

La UIL con il Patto per l’Italia ha presentato da tempo le sue proposte. Prima di tutto prorogare il divieto di licenziamento e riformare la Cassa Integrazione con l’obiettivo primario della loro ricollocazione al lavoro in nuovi settori di collocamento: industria 4.0, nella logistica, nei servizi. Per il momento, ancora, non c’è stata adeguata risposta da parte del Governo. Ci troviamo, al contrario, ha proseguito Licchello, di fronte ad una situazione politica disordinata e confusa che ha bisogno di essere quanto prima risolta. 

E mentre la situazione sanitaria volge al peggio, si avvicina la terza ondata di contagio, ancora più drammatica, se non si rispetteranno le regole per impedire l’aggravamento della pandemia. 

L’Istituzione Scuola, altro punto dolente, è stata messa a dura prova e danneggia soprattutto i giovani. La regolare frequenza non può essere sostituita da metodi di insegnamento a distanza, insufficienti e incompleti. La presenza è fondamentale per la didattica e l’apprendimento perché studiare insieme favorisce la socializzazione e scambio di esperienze e punti di vista, presupposti indispensabili per la loro crescita. Anche su questo tema ci sono varie prese di posizione senza un indirizzo comune e definitivo. Una analisi realistica della situazione che, per essere risolta, ha bisogno di impegno e di ideenuove, costruttive e condivise.

In un contesto così complicato si inserisce a pieno titolo la confusione e la contrapposizione che da anni ostacola e blocca qualsiasi idea e contributo di sviluppo della nostra città e della sua provincia. Veti contrapposti e prese di posizione tra Istituzioni pubbliche impediscono di superare la situazione di stallo creatasi.

La UIL da anni denuncia questa disastrosa deriva, evidenziando la incapacità della classe dirigente che attraverso la politica del NO! ha contribuito a far fallire tutti i progetti e le iniziative che si sono presentate. 
Ed allora, invece di mettersi intorno ad un tavolo per ricomporre e superare le diverse posizioni, prevale ancora oggi la sterile contrapposizione che non porta a nulla.

È di questi giorni la notizia, confermata da dichiarazioni governative, del ridimensionamento di Brindisi dai finanziamenti previsti dal Recovery plan con il seguito di recriminazioni da parte di quanti sono stati artefici di clamorose bocciature per favorire il tanto auspicato cambiamento di sviluppo sostenibile, più rispondente alle regole europee riconoscendo le risorse economiche necessarie per rinnovare il sistema industriale, dare sostegno a quello sanitario, al commercio ed all’agro alimentare.

Settori trainanti che se proposti ed accettati, come è successo in altri territori, potrebbero dare un futuro certo ai tanti giovani ancora fuori dal mondo del lavoro, a chi il posto lo ha perso, e speranza ai tanti altri sfiduciati cittadini abbandonati al loro destino. Nella riunione si è discusso del porto, rianalizzando la telenovela di questi ultimi giorni sulla decarbonizzazione, sostenuta per anni, che si consuma senza un minimo di condivisione e partecipazione con CGIL, CISL e UIL.

I tavoli istituzionali già aperti dal Sindacato territoriale, hanno recuperato la discussione e l’attenzione del Governo nazionale verso il territorio brindisino. Ma questo non è ancora sufficiente se si continuerà a praticare la politica del No! La città capoluogo e la sua provincia vivono difficoltà e problemi enormi che necessitano di essere risolti.
Rimettere in sesto la qualità della vita e l’economia della collettività è un dovere verso i cittadini, volere il cambiamento e poi disconoscerlo dimostra una chiara volontà di continuare a fare danni. 

Antonio Licchello
 
 
 
 
 
 
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