sabato 20 febbraio 2021

PER UNA SVOLTA SU PANDEMIA E NEXT GENERATION EU - di Ernesto Musio-

Neppure Mario Draghi avrà un centesimo dei fondi europei se non farà le Riforme “condizionali” richieste. E, d’ora in poi, sarà giudicato dai tanti che, come me, hanno plaudito alla sua venuta, non più per l’autorevolezza del nome, ma per i provvedimenti e la qualità delle decisioni che assumerà.

Gli è che prestiti e trasferimenti europei non sono scontati, in quanto essi saranno erogati se si riterranno efficaci i programmi del Governo italiano a risolvere quei problemi strutturali che impediscono da decenni all’Italia una crescita economica, aggravati da un non più sostenibile aumento del debito. Ciò è un problema per l’intera Europa, a cominciare da Germania e Francia, che rischiano di affondare interamente con essa se crolla l’Italia.

La clamorosa accettazione di mutualizzare il debito da parte degli Stati europei, del quale primissima beneficiaria è l’Italia, in quanto è lo Stato più disastrato, nasce da questa raggiunta consapevolezza comunitaria, che la pandemia ha poi reso di più solare evidenza, oltre che maggiormente acuta. Alfieri di questo processo sono stati Angela Merkel e Macron, ai quali va dato merito di aver traghettato l’intera Europa dall’austerità sulla sponda delle politiche orientate con decisione alla crescita. Positive e propulsive interpreti di questa fase sono poi state la Presidente progressista Ursula von der Leyen e la neo draghiana Christine Lagarde. 

Il prestigio e l’autorevolezza mondiale di Draghi nascono dalla sua ideazione primigenia, per così dire, di questo nuovo orizzonte, che ha tolto brodo di coltura a tutti i sovranismi, costretti a ripiegare nella dimensione europeista, soprattutto dopo la sconfitta del loro campione americano.

Ma, tramortito il sovranismo, il populismo resta comunque sempre in agguato, foraggiato ancor più dalle conseguenze sociali di una crisi pandemica che ha disastrato l’economia. Non si può sbagliare!

Per questo, dopo il doveroso e civile omaggio al Presidente “per caso” del Consiglio uscente, la governance del Next Generation EU è stata azzerata ed è passata sotto la responsabilità diretta del Ministro dell’Economia, coadiuvato dai Ministeri interessati.

La seconda cesura per ordine, non per importanza, con il Governo Conte, si comincia ad avere con la lotta alla pandemia, a cominciare dal Piano vaccinale oggi, per così dire, “alla giornata”. Stop alle “primule” e h24 di vaccinazioni in ogni dove e con ogni mezzo utile e necessario. Inoltre, certamente il suo prestigio e la sua autorevolezza Draghi la utilizzerà in sede di G7 e con la provvidenziale Presidenza del G20 per aumentare enormemente la disponibilità di vaccini, dando impulso all’iniziativa europea avviata dalla von der Leyen x addivenire, in qualche (o qualsiasi) modo a produzioni anche nazionali, peraltro utili a permettere la necessaria vaccinazione anche dei Paesi più poveri, perché è sacrosanto e per mettere tutti al riparo da una clamorosa pandemia di ritorno. Il virus non ha bisogno del passaporto, è globalmente democratico!

In Italia, occorre però recuperare in fretta quel vantaggio contenitivo della pandemia, acquisito con il lodevole, seppur tardivo, lockdown invernale e poi malamente dissipato dalla primavera in poi, con riaperture scriteriate, tra elargizioni di bonus vacanze e suppliche di venire nella Regione più bella del mondo, nonostante le grida d’allarme dei vari Crisanti sull’ampiamente prevista 2a ondata, che ci sta ora travolgendo pure con le varianti, non essendoci stata pianificazione preventiva e gestionale, nonostante commissari straordinari e pieni poteri da stati di emergenza!

Abituiamoci a zero inverosimili annunci ad ogni ora a favore di telecamera e di sondaggi, e a quella sobrietà dei comportamenti pubblici che anelano a fa parlare i fatti e la loro “validazione”, come dice Draghi. L’intendenza di Governo e di maggioranza, ancorata ancora al bel sol del passato di Governo e d’opposizione, seguirà?
Ernesto Musio
 
 
 
 
 
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