mercoledì 26 maggio 2021

Castello di Oria. Richiesta di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse eccezionale

Richiesta di avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse eccezionale del Castello di Oria ai sensi degli artt. 14 e 104 del d.lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio).

Il Castello di Oria (Brindisi), di proprietà della Società Borgo Ducale S.r.l., dal 2007 non è più visitabile dal pubblico contrariamente a quanto avvenuto nei circa 70 anni precedenti. Si tratta di un complesso monumentale di grande valore storico-artistico e di grande rilevanza per l’identità locale, nonché per la storia del Salento e della Puglia.

Al fine di garantirne la più ampia fruizione pubblica, si chiede di avviare il procedimento per la dichiarazione di interesse eccezionale ai sensi dell’art. 104 del d.lgs. n. 42/2004 per il castello di Oria, bene culturale di proprietà privata, che possiede i requisiti per il riconoscimento di bene culturale di interesse eccezionale.

L’art. 104, comma 1, lettera a) del Codice dei beni culturali e del paesaggio, rinviando all’art. 10, comma 3, lettere a) e d), stabilisce che “possono essere dichiarati di interesse eccezionale le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico e etnoantropologico particolarmente importante o che rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell’arte, della scienza, della tecnica, dell’industria e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze dell’identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose”.

Risulta evidente, pertanto, che il castello di Oria, essendo stato riconosciuto di interesse particolarmente importante con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione del 24 maggio 1955, ed essendo stata l’area archeologica, sulla quale esso insiste, dichiarata di interesse rilevante con d.m. del 18 novembre 2010, possiede i requisiti stabiliti dalla norma affinché il Ministero possa procedere alla dichiarazione di interesse eccezionale.

Oltre alla sussistenza dei presupposti sanciti dalla legge, si ritiene che, in base ad una valutazione di merito, siano riscontrabili nel maniero oritano anche quegli elementi di valore eccezionale che sul piano strettamente storico e/o artistico possano giustificare la dichiarazione di interesse eccezionale.

A tal proposito, in primo luogo, occorre porre in rilievo come il castello di Oria, per la sua imponenza e per la sua stessa posizione geografica, in posizione dominante rispetto all’ampia pianura circostante ed a ridosso dell’antica via Appia, a metà strada tra Taranto e Brindisi, abbia rivestito per molti secoli, a partire dal periodo normanno-svevo, un ruolo fondamentale e strategico nell’ambito del sistema difensivo dell’intero Salento, potendosi annoverare, insieme a quelli  di Taranto, Brindisi e Ostuni, tra i manieri più importanti della Terra d’Otranto. Tanto trova conferma anche nel cosiddetto Statuto svevo della riparazione dei castelli, ove vengono indicati tra coloro che erano tenuti alla riparazione e manutenzione del castello, oltre a diversi presbiteri e laici locali, addirittura i vescovi di Ostuni, Lecce e Ugento nonché alcuni importanti casali e centri urbani.

Ad ulteriore riprova della sua rilevanza, si deve considerare anche la vasta piazza d’armi racchiusa dalle sue mura che, potendo contenere sino a 5.000 combattenti, costituisce un esempio forse unico per dimensioni nel panorama dell’architettura militare della Terra d’Otranto. Diversi sono gli eventi storici di cui il castello di Oria è stato protagonista e che hanno segnato la storia nazionale ed europea.

Solo per citarne alcuni, in base a quanto riportato da la “Relation de mariage de Frédéric II avec Isabelle”, Federico II avrebbe dimorato nel castello di Oria per attendere la figlia di Giovanni di Brienne, che poi avrebbe sposato a Brindisi nel novembre dello stesso anno, prima di partire per la crociata in Terra Santa; nel 1480 Alfonso II d’Aragona partì col suo esercito dal castello di Oria alla volta di Otranto per liberarla dall’occupazione turca, scongiurando così un’invasione musulmana dell’Italia e dell’Europa occidentale; San Carlo Borromeo, verso il 1572, vendette il castello di Oria con il suo feudo per dispensare il ricavato della vendita ai poveri e alle opere pie e tale episodio è ricordato in una tela esposta nel duomo di Milano.

Inoltre, recenti studi e campagne di scavo hanno apportato novità rilevanti rispetto alle conoscenze che si avevano della storia del castello e del suo sito al tempo della dichiarazione di interesse particolarmente importante del 1935 (poi confermata nel 1955), tanto da porne ancor più in risalto la straordinaria importanza.

Agli studi di G. Lepore del 2004, infatti, si deve la individuazione nelle arcate presenti nel muro meridionale del castello dei resti di un’antica chiesa altomedievale (probabilmente la prima cattedrale di Oria voluta dal Vescovo Teodosio), che doveva essere in qualche modo collegata con la chiesa semi ipogea dei Santi Crisante e Daria risalente al IX sec. d.C..

Agli scavi archeologici del 2008 e del 2010, effettuati in occasione dei recenti lavori di ristrutturazione del castello, invece, si devono il rinvenimento di  [… resti archeologici, riferibili ad un muro ad aggere ed a livelli dell’età del Bronzo finale -età del Ferro (IX sec. A.C.), ad un edificio monumentale di III-II sec. A.C., rimaneggiato in età medievale (IX sec. D.C.), ad un’area cimiteriale connessa alla cattedrale del vescovo Teodosio (IX sec. D.C.), attestata nell’area, a livelli e strutture murarie databili dall’alto medioevo all’età moderna …].

Alla luce di quanto innanzi esposto, pertanto, appare evidente che vi siano tutti i presupposti affinché il Ministero della Cultura possa procedere all’auspicata dichiarazione di interesse eccezionale del castello di Oria, ai sensi dell’art. 104 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

L’art.14 del d.lgs. n. 42/2004 stabilisce che “il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dell’interesse culturale, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto”.

Il sottoscritto, consigliere regionale Prof. Maurizio Bruno, considerate le premesse e fatte proprie le istanze associative e del territorio che si onora di rappresentare CHIEDE Poter adottare in tempi brevi ogni e qualsiasi iniziativa utile e legittima, come da riferimenti legislativi indicati, finalizzata all'istanza ufficiale dichiarazione d'interesse eccezionale presso le Autorità competenti, fatti salvi e tutelati gli altrettanto legittimi interessi della Proprietà.
 
Prof. Maurizio Bruno
Consigliere Regionale (Gruppo Partito Democratico)
Presidente Comitato Regionale Commissione permanente Protezione civile

Leggi QUI la richiesta di convocazione della Sesta Commissione Cultura per l'audizione

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- B. LIGORIO, Federico II. Ebrei, castelli e ordini monastici in Puglia nella prima metà    del   XIII secolo, cit., 58.
- E. STHAMER, L’amministrazione dei castelli nel Regno di Sicilia sotto Federico II e   Carlo I d’Angiò, cit.
- T. MARTINI, Oria e il suo Castello Svevo, Roma, 1933, 8.
- J. L. A. HUILLARD-BREHOLLES, Historia Diplomatica Friderici II, Parigi, 1852, T. II, P.   II, 922.
- R. DE VITA, I Castelli di Puglia, in Castelli, torri ed opere fortificate di Puglia, cit.
- G. BACILE DI CASTIGLIONE, Castelli Pugliesi, cit., 190.
- G. LEPORE, Oria e il suo territorio nell’alto medioevo, Fonti storiche ed evidenze      archeologiche, cit.
- d.m. del 18 novembre 2010.
 
 
 
 
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