mercoledì 28 luglio 2021

Conferenza su “Riconversione ecologica a Brindisi e a Taranto - Un’altra Brindisi è possibile”.

Venerdì 30 Luglio 2021 alle 18 si svolgerà la conferenza di Legambiente in oggetto a Brindisi nel Parco Cillarese in via Provinciale S.Vito. La scelta del luogo è legata alla volontà di evitare assembramenti e di garantire il distanziamento fra i partecipanti.  Va precisato che non è stato possibile, per problemi tecnici, far svolgere l’iniziativa nel parco Buscicchio laddove si intendeva sostenere l’attività della cooperativa Legami di Comunità nel recuperare il parco in precedenza pressoché abbandonato e di favorire l’inclusione sociale nel quartiere.

L’iniziativa è il primo appuntamento di un percorso che Legambiente nazionale ha deciso di compiere per fare di Brindisi e di Taranto, realtà emblematiche di una industrializzazione invasiva punti di riferimento per programmi di reale transizione ecologica e di sviluppo sostenibile.

Sarà presente il presidente nazionale dell’associazione Stefano Ciafani e verrà presentato un articolato documento contenente approfondite analisi e proposte per intercettare i finanziamenti del Next Generation Fund, dei fondi strutturali europei e di quelli nazionali e del Just Transition Fund nel quale si chiede alla Regione Puglia ed al comune di Brindisi l’impegno per far reinserire Brindisi al pari del Sulcis e di Taranto.

Al momento hanno assicurato la presenza, oltre alla onorevole Anna Macina, sottosegretario del ministero della giustizia, l’ assessore Alessandro Delli Noci ed al sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, il prefetto di Brindisi Carolina Bellantoni, il rettore dell’UniSalento Fabio Pollice, Don Mimmo Roma, delegato dall’arcivescovo di Brindisi Rocco Caliandro, la dottoressa Barbara Davidde, soprintendente per il Salento per il MIBAC e soprintendente nazionale per l’archeologia subaquea, impossibilitata a partecipare, sarà rappresentata dall’architetto Marzia Angelini, rappresentanti politici, fra i quali l’onorevole Mauro D’Attis, rappresentanti di organizzazioni imprenditoriali, sindacali e di imprese, rappresentanti di associazioni e di organizzazioni del volontariato.

Qui di seguito una breve sintesi del documento: 

Riconversione ecologica a Taranto e Brindisi
UN’ALTRA BRINDISI E’ POSSIBILE

Legambiente nel suo piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha aperto un focus su Taranto e Brindisi individuate come l’emblema dell’industrializzazione senza regole del sud e dei danni ambientli, sanitari e sociali conseguenti, ma anche come punti nodali di una riconversione realmente ecologica del tessuto produttivo e del Green New Deal.

Il 27 luglio, presso il Parco Buscicchio, si presenta la prima parte del lavoro sino ad ora condotto dal titolo UN’altra Brindisi è possibile, alla presenza del presidente nazionale Stefano Ciafani.

Nell’articolato documento redatto ci sono analisi e proposte  che così sintetizzamo nel presentare il lavoro che verrà consegnato ai rappresentanti istituzionali, della società civile e dell’associazionismo presenti e diffuso:

a) Bonifiche. A venti anni dalla individuazione del sito di Interesse Nazionale SIN di Brindisi riportiamo gli allarmanti dati dell’ISPRA che testimoniano che perfino le caratterizzazioni dei siti inquinati sono talmente basse da aver prodotto la bonifica su meno del 10% del SIN, per di più con sconcertanti interventi quale quello sulla discarica Micorosa. Le bonifiche sono non soltanto un ineludibile obiettivo di natura ambientale, ma anche una fondamentale occasione di riconversione professionale ed occupazionale e di sviluppo sostenibile.

b) Rigenerazione dell’area fra petrolchimico e centrale ENEL di Cerano.
Legambiente ripropone ed aggiorna le idee progettuali costruite con scuole medie superiori di Brindisi, sui parchi di Saline di Punta della Contessa e Fiume Grande e di Cerano Tramazzone, sulla realizzazione nell’area di proprietà ENEL di un impianto di produzione di energia elettrica e idrogeno da moto ondoso (il prototipo degli ingegneri Maellaro di Brindisi verrà messo in mare a settembre), di una centrale solare termodinamica e di impianti fotovoltaici sviluppando l’intera filiera dell’accumulo, accanto ad una cittadella della scienza, ma l’associazione propone anche l’adduzione di acqua in sostituzione di quella della falda superficiale oggi inquinata e soprattutto 300MW di impianti fotovoltaici accanto all’asse attrezzato che oggi contiene il carbonodotto (con sviluppo reale delle grandi prospettive dell’idrogeno verde) e, per convinzione e non soltanto per provocazione, la possibilità di creare un parco eolico off shore laddove sono situate le piattaforme petrolifere Aquila dell’ENEL, da smantellare e bonificare.

c) Riconversione della chimica. In passato Legambiente ha raccontato la storia sbagliata di impianti quali quelli di EVC e Dowchemical che “tranquillamente” hanno lasciato Brindisi senza assumersi la responsabilità nei confronti dei lavoratori dell’ambiente e della salute pubblica. Legambiente è pronta al confronto sulle riconversioni possibili, ma il punto di partenza non può essere quanto concesso oggi a Versalis, persino non imponendo la rete pubblica nel petrolchimico di rilevamento della qualità dell’aria sotto la gestione dell’ARPA.

d) Area Produttiva Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzata (APPEA)
Legambiente ha accolto con molto favore l’accettazione da parte dell’allora vicepresidente della giunta regionale Barbanente della proposta di sostituire le ASI con le APPEA. Legambiente ripropone questo obiettivo che vede le imprese direttamente chiamate a gestire le aree produttive d’intesa con istituzioni e stake holders del territorio sulla base di criteri presenti anche nell’agenda 2020/2030 per lo sviluppo sostenibile.

e) Porti Verdi. Uno studio nazionale di Legambiente evidenzia come grandi porti nel mondo si stanno attrezzando sulla base di obiettivi di sostenibilità da raggiungere attraverso non nuove grandi opere impattanti, ma attraverso la riqualificazione, la funzionalizzazione dell’esistente e dei servizi. Ciò propone anche per Brindisi l’associazione, completamente contraria alle scelte di nuove grandi opere, ritenendo essenziali l’elettrificazione delle banchine, la digitalizzazione dei servizi, lo sviluppo della logistica e delle interconnessioni che l’apertura della linea ferroviaria consente e la valorizzazione di imprese e professionalità quali quelle della cantieristica.

f) PUG e rigenerazioni urbane. Legambiente ha sempre affermato che capisaldi del PUG devono essere il nuovo consumo di suolo zero, la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente (le amministrazioni pubbliche devono dare l’esempio e sostenere anche con specifici piani, gli interventi privati ad esempio sfruttando l’Ecobonus), ma fondamentali sono anche specifici piani di rigenerazione di cui l’associazione presenta quattro significativi che sono il Piano di Rigenerazione lungo le antiche mura fra Bastione San Giacomo, Porta Lecce, e Bastione Arruinato per creare una cittadella universitaria in funzione della quale Legambiente ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’amministrazione comunale il piano  di rigenerazione ed efficientamento energetico del quartiere Paradiso, includendo il Parco Cillarese, le aree residenziali limitrofe e gli istituti scolastici della zona, con costituzione anche di comunità energetiche; il piano di rigenerazione della costa nord, portando a soluzione gli annosi problemi esistenti e non risolti sugli insediamenti abitativi, sui rapporti nelle fruizioni di lidi fra quote pubbliche e private, sull’erosione devastante e crescente e sull’utilizzo di casematte ed altri beni trasferiti al comune anche per attività di ristoro oggi carenti.

g) Piano di rigenerazione dell’isola di Sant’Andrea di cui Legambiente da anni si occupa per ottenere il restauro conservativo del Castello Alfonsino e del Forte e di cui segue con attenzione progetti di gestione in corso, sostenendo anche quello di Brindisi Ostello Nautico (BON), per la creazione di un ecovillaggio tra la diga foranea e la Darsena grande.

h) Brindisi Natura. Nel 2016 Legambiente ha formalizzato la proposta di costituire un Ente Parco Brindisi Natura sulla base dell’esperienza estremamente positiva di Roma Natura. L’ente parco, che ha ottenuto l’interesse nel 2017 dall’allora commissario prefettizio Giuffrè e che il sindaco Rossi ha inserito nel suo programma elettorale, racchiuderebbe i parchi urbani, il parco regionale Saline di Punta della Contessa Fiume Grande e le aree SIC e ZPS ed i parchi e la aree verdi censiti in Natura 2000. L’assenza di una struttura adibita alla gestione di questo significativo patrimonio naturalistico ed anche turistico e la dispersione di ingenti finanziamenti per interventi estemporanei, come dimostra la devastazione subita da masseria Villanova dopo il restauro, testimoniano l’importanza e l’urgenza di Brindisi Natura.

i) Formazione ricerca e cooperazione. Brindisi ha alcuni corsi universitari, ma può veder nascere una cittadella universitaria lungo le antiche mura e negli ex uffici finanziari, nell’ex scuola elementare di via Maglie e nella ex sede dell’istituto commerciale Marconi.  Grandi prospettive può avere l’intesa fra UniSalento e la base ONU wordfood program per la creazione di un corso magistrale in scienze della cooperazione internazionale, anche in ragione del crescente ruolo strategico della base di Brindisi nel mondo. Legambiente ha proposto di localizzare tale corso nello splendido complesso che ospitava il Collegio Navale Tommaseo, laddove potrebbero trovare sede l’accademia navale di alta formazione proposta dall’ex comandante della capitaneria di porto Scanu e facoltà legata a scienze del mare.

l)  Appia Regina Viarum. Legambiente ha ripreso ed aggiornato il progetto redatto con UniSalento, per tracciare e valorizzare l’Appia antica ed il patrimonio storico – culturale connesso, promuovendo anche con la FIAB una ciclabile della via Appia e la connessione con la linea ferroviaria Brindisi Taranto.

Le idee progettuali così sintetizzate possono trovare recepimento e finanziamento nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in fondi strutturali europei ed in piani finanziari nazionali e regionali ed in quel Just Transition Fund nel quale regione Puglia e comune di Brindisi devono impegnarsi a far rientrare i piani di riconversione energetica brindisina
 
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