martedì 7 dicembre 2021

Ostuni. Medico Vaccinatore hub scrive lettera di natale: nel pacco doni l’apertura di una hub vaccinale

Ogni anno in questo periodo i bambini sono soliti scrivere ed inviare la propria letterina a Babbo Natale. L’innocenza che caratterizza l’infanzia rende ancora più viva la fiducia riposta in quella figura emblematica nella realizzazione dei desideri.

In fondo, però, il Peter Pan che continua a vivere in ognuno di noi ci consente di ritornare, almeno una volta all’anno, su quell’isola magica dove i sogni possono avverarsi. Ed è per questo che, anch’io, quest’anno desidero scrivere una lettera che dà voce alle richieste di chi bambino lo è stato tanto tempo fa. La distanza che c’è tra la vita adulta e l’infanzia non sempre è, infatti, colmabile e a differenza dei folletti incapaci di crescere, noi non possiamo sottrarci al duro richiamo della vita che ci circonda; e così la realtà della malattia, della sofferenza, della morte con tutta la sua crudeltà e violenza ci riporta nel quotidiano della pandemia che ci ha colpito da ormai quasi due anni. 

Al posto di quell’ ”isola che non c’è” dai confini evanescenti, ci troviamo al cospetto di ospedali dove il numero dei ricoveri per coronavirus è in continuo aumento, ad hub vaccinali, dove le liste di attesa sono in progressiva crescita, a malati che combattono contro una patologia ancora avvolta da incognite, a soggetti sani che lottano contro una solitudine imposta dalla paura del contagio. 

Su questo campo minato, dal quale pensavo di aver stabilito una certa distanza, quando, oltre un anno fa, avevo intrapreso la via del pensionamento, mi sono ritrovata, per mia scelta, quasi in risposta ad un inconscio richiamo a svolgere un nuovo servizio utile, in un momento epocale, come medico vaccinatore nelle hub. E così quelle condizioni psicofisiche che, per tanti anni, avevo curato, come medico di base,  nei miei assistiti, le ho riviste, con uno sguardo diverso, in coloro che  vengono, ormai giornalmente, a sottoporsi alla vaccinazione anticovid. 

Disabilità, età avanzate, patologie pregresse o in atto sono tutte realtà che si riconoscono assai spesso in loro, e se questi stati creano già di per sé una condizione di fragilità, quando ad essa si aggiungono disagi logistici, dipendenti da prolungati spostamenti in auto dal proprio domicilio, le conseguenze negative sullo stato di salute aumentano vistosamente. 

E’ questo quanto accade ormai da quasi tre mesi alla comunità ostunese che, dopo la chiusura della hub locale del Palagentile, si è ritrovata a peregrinare in altri comuni per potersi sottoporre al vaccino ( Fasano, San Vito, Ceglie, Oria, Francavilla, San Donaci, Brindisi). 

Commentare o esprimere giudizi riguardo a ciò che ha indotto a prendere decisioni, fare scelte o dare priorità, non spetta certo a me; allo stesso tempo, però, da ostunese, che ama il proprio paese, conosciuto in tutta Italia come una delle città panoramiche per eccellenza, che ha fronteggiato l’emergenza sanitaria con l’attivazione dell’Ospedale per la gestione dei pazienti Covid, desidero spedire la mia lettera di Natale con la speranza, ma soprattutto la fiducia, di trovare nel pacco doni l’apertura in Ostuni di una hub vaccinale, che possa garantire, al più presto, alla comunità un adeguato servizio. 
 
Adele Tanzarella
Medico Vaccinatore hub
 
Presso l’Auditorium del Museo Archeologico “Ribezzo” di Brindisi, in piazza Duomo, martedì 24 ...

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