giovedì 10 marzo 2022

Vicenda Autigno – impianti sui rifiuti, tra interrogazioni politiche, questioni ambientali, ma anche lavoratori che aspettano.

Quante volte, per quanto riguarda il territorio brindisino, ma non solo, si è tanto discusso del “ famigerato“ binomio Ambiente - Occupazione, sino a farlo diventare, soprattutto su un fronte politico che a tal proposito si è spesso rivelato indeciso e confusionario, un “mezzo propagandistico“ da sbattere in faccia ad una comunità che, in certe realtà, è ancora in attesa di risposte definitive, esaurienti.

Un binomio che esisterà sempre, tra due elementi “indivisibili“ tra loro, per i quali si sono impegnate, continueranno ad impegnarsi, quelle amministrazioni, istituzioni, politiche virtuose, ma estremamente consapevoli che c’è ancora tanto da fare, nel dare appunto risposte soprattutto alle comunità.

Emblematico e significativ l’esempio del territorio brindisino, che sta tra l’ altro pagando errori passati, sottovalutazioni, incapacità concreta di “gestire“ quel binomio, affari privati e interessi personali, inchieste giudiziarie.

Il capoluogo brindisino, il territorio, che ad esempio, ormai da diverso tempo, non hanno più impianti di proprietà e gestione rifiuti. Nota a tutti la vicenda della discarica comunale di Autigno, tra San Vito dei Normanni e Brindisi, inquinamenti ambientali (nonostante qualcuno, anche in sedi giudiziarie, abbia continuato ad affermare il contrario, è tutto documentato, comprovato, segnalato), danni alla salute dei cittadini e residenti della zona, iniziative di associazioni e comitati, inchieste giudiziarie che hanno poi portato ad arresti e alla chiusura dell’ impianto.

Ma, eventi (per i quali, e lo diciamo senza alcuna polemica ma con dati di fatto, la politica brindisina non può esimersi dalle proprie responsabilità), che hanno procurato, anche e soprattutto, perdite di posti lavoro, vicende ancora irrisolte, in attesa di soluzioni e giustizia. Già, quel “ famigerato binomio Ambiente – Occupazione“ che, in certi contesti e brutte e paradossali vicende, è “rimasto solo sulla carta“, procurando, inevitabilmente, enormi danni alle due componenti basilari di una comunità, Salute e Lavoro.

Il caso della vicenda Autigno, ora caratterizzato dA altre “puntate“ che prevedono, dopo il dissequestro deciso dagli organi giudiziari ed opere e attività di bonifica del sito (decise nell’ ambito dell’ accordo tra Regione Puglia e Comune di Brindisi) una riapertura.

Riapertura su cui, ad esempio, pongono la massima attenzione alcune forze politiche di opposizione nel territorio, tra cui Fratelli d’Italia Brindisi, attraverso un’ interrogazione inoltrata al Presidente della Provincia dal Consigliere comunale e provinciale Massimiliano Oggiano ed un’ apposita mozione inviata al primo cittadino di San Vito dei Normanni dal Consigliere Comunale e Provinciale Luciano Cavaliere .

“Come abbiamo già annunciato nei giorni scorsi, alla luce delle continue notizie che giungono su una prossima riapertura della discarica di Autigno, da Sanvitesi, memori di quanto già accaduto negli anni passati, abbiamo voluto portare la questione anche all’ attenzione della nostra amministrazione comunale. E poi, riferendoci ad alcuni stralci della nota stampa trasmessa da Cavaliere, “il rispetto dell’ ambiente e della tutela del territorio non sono altro che la tutela della salute pubblica, e dinanzi ad essa non può esserci priorità per alcun altro interesse.

Per questo, chiediamo all’ Amministrazione di San Vito dei Normanni di impegnarsi nella convocazione di un tavolo a cui partecipino i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio, della Regione Puglia, Arpa, l’ Amministrazione Comunale di Brindisi, al fine di prendere contezza della situazione attuale dell’inquinamento della falda acquifera, il cronogramma degli interventi finanziati, le progettualità, gli intendimenti del Comune di Brindisi“.

Bene, tutti d’accordo con l’esigenza condivisa di tenere alta l’ attenzione sulla tutela e salvaguardia ambientale del sito, anche per porre finalmente fini a quesiti e preoccupazioni tra l’ altro poste dai cittadini e le varie associazioni.

Ma non bisogna dimenticare che vi sono i lavoratoriex Nubile (la società che praticamente gestiva, prima delle note vicende, l’ impianto) che ormai da diversi anni attendono di ritornare al lavoro, dopo tante chiacchiere, promesse, accordi messi in campo e poi lasciati morire. Così come, nell’ ambito di un impegno già preso in tal senso sin dall’ anno scorso dalla Task Force Regionale sull’occupazione diretta da Leo Caroli e l’ Amministrazione brindisina (una ricollocazione lavorativa proprio nei nuovi impianti rifiuti), attendono gli ex lavoratori Termomeccanica, Dow, BPSP, protagonisti di vertenze ataviche non più accettabili.

Per dare finalmente giustizia e un futuro a lavoratori e famiglie, quindi per “qualificare“ concretamente, e non solo sulla carta, quel binomio Ambiente - Occupazione che da anni e anni “tiene sotto scacco“ un territorio come quello brindisino che non può più permettersi passi indietro. E , rivolgendoci soprattutto all’ impegno preso dalla Regione Puglia, auspichiamo tra l’ altro che non ci siano ostacoli da parte di una “burocrazia che, di fronte ai drammi umani e alla salute ambientale, non ha ragion d’essere“.

di Ferdinando Cocciolo
 
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