sabato 26 gennaio 2008

Il business degli accreditamenti

Prendiamo spunto da un articolo apparso il 25 gennaio c.a. sulle colonne della Repubblica per evidenziare ancora una volta   un problema che, seppure a conoscenza di tutti, nessuno vuole affrontare.

Ci riferiamo agli accreditamenti nel sistema sanitario,  a quella che viene definita “una torta che fa gola a molti”  e che viene suddivisa tramite il meccanismo dei budget storici, meccanismo che consolida i privilegi  favorendo solo una parte della categoria  a scapito di tanti altri professionisti che  lavorano addirittura GRATIS per il servizio Sanitario Regionale: la torta è piccola e deve sfamare solo alcuni..  


La questione affrontata dal dott. Morlacco, nell’intervista ripresa dal giornale   e’ la punta dell’iceberg e si riferisce solo a dati macroeconomici, ovviamente importantissimi, ma che tuttavia non affrontano come dovrebbero l’intera problematica del settore e cosa ancora più importante,  non propongono alcun rimedio.

Partiamo dall’assunto, che  non condividiamo, che l’offerta condizioni la domanda; in un sistema dotato di tecnologie informatiche in grado di programmare gli interventi e reprimere gli illeciti , è uno scandalo che si parli solo  di spesa enormemente gonfiata e nessuno faccia dei seri controlli :sui medici prescrittori, sulle singole strutture accreditate, sugli atti burocratici ecc...


Perché le tecnologie informatiche di cui si avvale la Regione non vengono utilizzate sia per una seria programmazione sul territorio che per combattere gli illeciti ?

Ciò ci costringe a pensare che la situazione sia a conoscenza di tutti coloro che sono al vertice,  ma che nessuno abbia il coraggio di intervenire:  i politici per non perdere  il consenso , i burocrati per non  scontrarsi con  l’assessore di turno o addirittura con  “ la potente struttura accreditata” .


Di chi era il compito di controllare ? Perché non si è intervenuti in tempo ? Come si può pensare di migliorare la sanità, di risanare le casse della Regione se poi chi dovrebbe intervenire non interviene ?

A parte il controllo a monte fattibilissimo, ci domandiamo : perché si parla solo di spesa fuori controllo e non si evidenziano  anche le macroscopiche ingiustizie  del sistema?

Al dott. Morlacco  abbiamo riconosciuto solo alcuni giorni fa e continuiamo a  riconoscere professionalità, tecnicismo  ma anche a lui manca il coraggio di prendere quelle decisioni in grado di risanare le casse della Regione e di consegnare ai cittadini   “UNA SANITA’  MIGLIORE”.


Per evitare la crescita abnorme di esami sarebbe sufficiente invece dell’assegnazione di feudali budget individuali basati sui fatturati storici, che tutelano solo le strutture assegnatarie di cospicui fondi, la fissazione di budget di branca realmente invalicabili  a cui tutte le strutture aventi titolo possano attingere e, qualora  lavorino  complessivamente oltre, tutte sarebbero alla fine costrette ad effettuare alla Regione uno sconto proporzionale al loro fatturato

In un sistema del genere sarebbero i tavoli tecnici di controllo ad assumere una importanza enorme: sarebbero gli operatori stessi a controllare il sistema .


Come è evidente se si volessero  sciogliere  i legami che saldano gli interessi politici a quelli  economici la soluzione dei problemi ci sarebbe : programmato  il fabbisogno, l’unico onere sarebbe quello di controllarne il corretto utilizzo ed anche la barca che oggi va alla deriva potrebbe divenire governabile.


Bari, 25 gennaio 2008


           IL PRESIDENTE
         Dott.ssa Irene De Lucia

Anche quest’anno, così come avvenuto nel 2019,  il Museo Archeologico “F.Ribezzo” di ...

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