martedì 29 novembre 2022

Più del 60 per cento degli agriturismi non aprirà per Natale per via degli alti costi di gestione ed energia.

Questa la nota dei presidenti di Confagricoltura Brindisi, Antonello Bruno, e Agriturist Puglia, Giovanni Scianatico

“ Troppo alti i costi di gestione ed energetici: oltre il 60 per cento delle strutture agrituristiche pugliesi ha chiuso i battenti i primi di novembre dopo il ponte dei Santi e non riaprirà prima di Pasqua. Il dato emerge da una rilevazione interna alle strutture agricole che fanno accoglienza e ristorazione aderenti a Confagricoltura e ad Agriturist Puglia. Anche gli agriturismi pugliesi hanno beneficiato dei grandi flussi turistici dei mesi scorsi.
Stando ai dati diffusi di recente dalla Regione Puglia, da gennaio a ottobre 2022 si registrano 3.902.400 arrivi e 14.956.400 pernottamenti con un andamento del -1 per cento per gli arrivi e del +1 per cento per le presenze rispetto allo stesso periodo del 2019, un risultato trainato dalla ripresa del turismo internazionale e dal buon andamento dei mesi estivi.

Ma, dopo un’estate vissuta all’insegna del boom turistico, molti agriturismi dunque preferiscono evitare di aprire per le festività Natalizie e di fine anno: troppo brevi per compensare i costi energetici e legati alle assunzioni di lavoratori extra

“Questa estate – sottolineano il presidente di Agriturist Puglia Giovanni Scianatico e il presidente di Confagricoltura Brindisi Antonello Bruno, entrambi operatori del settore - è stata per gli agriturismi una delle migliori in assoluto per prenotazioni ma assolutamente non straordinaria per gli incassi. Gli aumenti, di media 10 per cento, 15 per cento rispetto all’anno precedente, non hanno assorbito i rincari energetici e i guadagni sono stati ridotti.
Tenere aperta una struttura agrituristica per lavorare con tutte le stanze piene 6, massimo 8 giorni è inutile, anche dannoso.
Ecco perché la scelta di chiudere a inizio novembre e riaprire per le vacanze pasquali e proseguire con quelle estive sino a fine ottobre, inizi novembre successivi. Una scelta che adesso con i costi energetici alle stelle assume ancora più valore.

Quasi tutte le strutture stanno investendo in fonti di energie rinnovabili, in primis nel solare. Gli aumenti e fenomeni speculativi dei mesi scorsi hanno spaventato ma anche fatto aprire gli occhi agli imprenditori agricoli che adesso stanno facendo grandi investimenti per evitare il più possibile di dover sottostare passivamente alle speculazioni internazionali”. “

 “Dio è morto e neanch’io mi sento tanto bene” è il titolo del nuovo spettacolo ...

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