La presenza di attività navali “militari” nelle acque salentine, solleva forti preoccupazioni. Soprattutto da ieri 22 Dicembre, per la presenza di una nave militare russa che sta incrociando, diretta verso sud.
Si tratta della “Akademik Pashin”, apparentemente una nave-cisterna di 130 metri, per lo più utilizzata per attività di spionaggio. Per un paio d’ore della mattinata, come ha rilevato il sito ItaMilradar, la nave russa si è fermata proprio nel Canale di Otranto, attraversato dal gasdotto Tap che ha il terminale nell’area del litorale di Melendugno.
Quali siano state le reali intenzioni di questa azione anomala e sospetta al momento è solo nell’alveo delle ipotesi, ma di certo le attività parallele al conflitto in Ucraina e alla guerra dei nervi ancora saldi tra la Russia di Putin e la Nato, vede sempre più protagonista il bacino di mare che si affaccia sulle coste pugliesi.
Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto la spedizione della“Akademik Pashin” sarebbe cominciata la settimana scorsa dal porto siriano di Tartous, dove la marina russa ha una base per poter navigare nel Mediterraneo. In ogni caso si tratta di un nave accompagnata da una corvetta della serie Steregushchiy armata con missili cruise. Due giorni fa un satellite sentinel pare abbia fotografato il misterioso vascello che si trovava a quattro chilometri dall'incrociatore americano “Leyte Gulf”. Nella zona è a tutt'oggi attivo anche il caccia italiano “Andrea Doria”, impegnato in un’esercitazione dell’Alleanza atlantica. Al momento non si segnalano altre “incursioni” e sul tracciato del gasdotto Tap, la Marina Militare, per quanto è dato di sapere, ha già rafforzato la vigilanza su tutti i gasdotti dopo il caso Nord Stream. Navi e piccoli sommergibili teleguidati monitorano i punti chiave delle condotte.





















