Giornata Mondiale contro il Bullismo e il Cyberbullismo: gli esperti con studenti di scuole superiori

martedì 14 marzo 2023
 Bilancio estremamente positivo per il progetto educativo sull’argomento scottante e sempre attuale del bullismo e cyberbullismo, organizzati su idea e proposta del maestro Carmine Iaia, con lo stesso sistema del team di professionisti che avevano già incontrato gli studenti di varie scuole superiori nel novembre scorso e che, nel mese di febbraio 2023, ovvero quello in cui ricorre “La Giornata Mondiale contro il Bullismo e il Cyberbullismo”, hanno incontrato nuovamente i ragazzi allargando l’obiettivo sugli Istituti secondari di primo grado.

 

Nello specifico il gruppo di professionisti, composto appunto dal m° Carmine Iaia, dalla Dirigente Squadra Mobile Questura di Brindisi Rita Sverdigliozzi, dalla Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, mediatore penale/ scolastico e familiare, tutore di minori stranieri non accompagnati Sara Cirací, dall’avvocato penalista del Foro di Brindisi Emanuela De Francesco, dalla Presidente Commissione Pari Opportunità Prof.ssa Annamaria Calabrese e dal giornalista brindisino, esperto di comunicazione Nico Lorusso, ha incontrato gli studenti degli Istituti Secondari di 2° Grado Liceo Scientifico "Fermi Monticelli" e IPSSS "Morvillo-Falcone" e quelli della scuola media "J.F. Kennedy" dell’IC "Casale", delle scuole medie “G. Mameli” e “Don Bosco” dell’IC “Paradiso-Tuturano” e “Marco Pacuvio” dell’Istituto Comprensivo “Santa Chiara”.

Per il dibattito, adeguato alla platea di giovani studenti, gli esperti si sono avvalsi della capacità attrattiva del bisogno di narrarsi derivante dalle esperienze diretta delle aule scolastiche e/o dei contesti educativi, della ricerca dello spazio autentico dove, lontano da stereotipi, ciascuno studente possa manifestarsi per quello che è. Ogni relatore si è avventurato con attenzione e competenza attraverso quel precario equilibrio che si vive nella fase adolescenziale, dove la denuncia e la lotta contro i fenomeni di bullismo possa essere raggiunto con la creazione di uno spazio di ascolto sincero dei bisogni più profondi dei giovani vissuta e vista come utile alternativa alla consueta mancanza di comprensione, empatia e accettazione di se stessi e degli altri.

 

Ecco cosa ha detto Carmine Iaia : “Ringrazio tutti i Dirigenti Scolastici che hanno risposto presente al mio invito principalmente per lo sforzo che hanno richiesto ai loro insegnanti perché questi incontri si svolgessero al meglio. L’intenzione è quella di andare avanti, vorremmo che questo progetto educativo durasse nel tempo e perché credo nel futuro che può scaturire da questi adulti del domani giovani così come credo fortemente nella importanza del binomio scuola sport che, nel nostro caso, ha già prodotto ottimi risultati.”

Sara Ciracì commenta: "Questa esperienza all’interno delle scuole ha portato i riflettori su uno scenario che già immaginavo di trovare, considerando il lavoro quotidiano con gli adolescenti. Parlare di bullismo e cyberbullismo richiede empatia, ascolto attivo, assenza di giudizio. Ed è quello che in sinergia insieme al team di esperti, abbiamo praticato in ogni incontro con i ragazzi. Ho osservato come i ragazzi, tutti, una volta ritrovati in un posto sicuro, non giudicante, abbiano dato voce ai loro pensieri e alle loro emozioni.
Ho notato che i ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, accolti anche se è un modo di dire che ormai sentiamo ripetere spesso. Ma quante volte gli adulti cadono nell’errore di pensare che i ragazzi non abbiano nulla da dire, o capita di credere che essi non abbiano interesse a condividere le loro esperienze?! È importante ricordare che anche quando non lo chiedono apertamente e direttamente, i ragazzi portano con se un mondo che aspetta solo di essere scoperto nel momento giusto.
Da parte di tutti, è utile promuovere questo spazio di ascolto, da parte di adulti che vogliono comprenderli e aiutarli senza giudizio. Ringrazio gli organizzatori, i relatori tutti e gli istituti scolastici, per questa attiva partecipazione, con la speranza che si possa continuare su questa strada, per il benessere dei ragazzi.

Anche Rita Sverdigliozzi incalza entusiasta: “È stata un'esperienza ricca di stimoli. Mi è piaciuta l'interazione, la dialettica e quindi il confronto con i ragazzi. Ciò che più mi ha arricchita, nel trattare tematiche tanto importanti quanto attuali, è stato proprio il confronto con gli stessi. In ultimo l'opportunità di condivisione con altre professionalità è stata davvero proficua. Umanamente e professionalmente è rimasto qualcosa di importante.”

Annamaria Calabrese è rimasta stupida positivamente: “Immaginavo che questi incontri sarebbero stati di grande impatto ma la realtà ha superato l’immaginazione. I ragazzi e le ragazze che abbiamo incontrato mi hanno permesso di toccare il loro dolore e la loro sofferenza stimolati dal mio racconto della storia di “Claudia“. Questo è un dono per me: avermi permesso di entrare nella loro interiorità con i loro occhi

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