Nel Brindisino il primo maxi innesto contro la Xylella sui i primi 100 ulivi monumentali in Puglia.

martedì 21 marzo 2023
 

La Xylella, che da 10 anni, ha colpito il 40% della Puglia, ora inizia ad avere vita dura grazie alle opere fitosanitarie e di contenimento sia delle autorità che dei proprietari terrieri.

Coldiretti fa sapere che è iniziato il primo maxi intervento per salvare gli ulivi secolari di Brindisi. La Piana degli Ulivi Monumentali, purtroppo, ha già perso un terzo delle sue preziose piante ma ora è iniziata un’operazione che intende migliorare drasticamente la situazione.

Nell’area infetta a Carovigno, sono stati innestati i primi 100 ulivi grazie al progetto promosso da Ikea Italia, Unaprol, Coldiretti, AzzeroCO2 nell’ambito della Campagna nazionale Mosaico Verde e a cui hanno partecipato Cnr e Legambiente Puglia. Questo progetto aumenterà notevolmente la resistenza degli ulivi plurisecolari contro la xilella. Questi aberi sono molto importanti oltre che per identità storico ambientale e la produzione dell’olio EVO, anche per affrontare meglio i cambiamenti climatici.

Come spiega Coldiretti in un comunicato: “ Si stima che alcuni potrebbero addirittura avere un’età fino a 3.000 anni, con circonferenze che superano i 10 metri. Una ricchezza dal punto di vista storico e turistico sino ad oggi mantenuta in vita soprattutto grazie all’impegno di generazioni di agricoltori, anche a prezzo di sacrifici considerevoli.

Ma in cosa consiste esattamente la pratica dell’innesto e perché su questa viene riposta tanta speranza?

Come ha spiegato Nicola Di Noia, direttore di Unaprol, Consorzio Olivicolo Italiano:

Se non esistono cure per salvare gli ulivi infetti da Xylella, unica strada è la convivenza con il batterio attraverso la pratica dell’innesto con varietà resistenti per salvaguardare almeno gli ulivi millenari.
Si tratta di una speranza confortata da alcune evidenze empiriche rilevate dopo anni di sperimentazione che hanno consentito di individuare cultivar capaci di reggere gli attacchi della malattia.
La pratica di innesto e sovrainnesto, con varietà resistenti e tolleranti, a seguito di una potatura che elimini tutta la massa vegetale esposta all’inoculo, si è dimostrata una pratica veloce ed economica che consiste nell’unire due organismi vegetali viventi per mezzo di una saldatura biologica, di cui la nuova parte aerea fruttifera ne modifica così la varietà.”

 

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