Stanza Bolla COVID nei reparti del Perrino, senza personale ed altro rischio per i pazienti.

venerdì 31 marzo 2023

  Riceviamo una nota della FP CGIL Brindisi in merito all’individuazione e all’attivazione di stanze bolla presso le U.O dell’ospedale Perrino di Brindisi.


La Funzione Pubblica CGIL Brindisi contesta ancora una volta quanto disposto dalla direzione Sanitaria del P.O. Perrino in merito all’individuazione e all’attivazione di stanze bolla presso le U.O. del nosocomio.  

Premesso che all’interno dell’ospedale è scoppiato un nuovo focolaio COVID che ha coinvolto pazienti e utenti, e la situazione sembra destinata a peggiorare.   

Considerato che la FP CGIL con la nota del  29/11/2022  chiedeva la revoca delle stanze bolla in relazione alla nota  94628  che intimava  ai dirigenti delle U.O. del nosocomio brindisino, l’individuazione e l’attivazione delle stanze Bolla, atte ad ospitare i pazienti positivi al Covid e asintomatici. La nota presentava alcune criticità a nostro avviso.    

In primis le stanze bolla individuate nella maggior parte delle U.O. coincidono quasi sistematicamente con le vie di fuga previste dal decreto legislativo 81 del 2008, i contenitori e i tavolini, non che il semplice passaggio ostruiscono di fatto la via principale di emergenza: “Le vie e le uscite di emergenza devono rimanere sgombre e consentire di raggiungere il più rapidamente possibile un luogo sicuro”.  

In secondo luogo le stanze bolla rischiano di diventare “untori”, la “separazione funzionale,  posta nei corridoi a separare la zona pulita da quella infetta,  non sempre è possibile. Mancano i presupposti per poter gestire i pazienti Covid positivi dentro i reparti a cominciare dalle caratteristiche delle stanze, la commistione di percorsi e transito di operatori, gli spazi necessari per la vestizione e svestizione, l’igienizzazione di percorsi e ascensori, l’uso esclusivo delle apparecchiature elettromedicali. 

Ancora più importante  è che nella nota non c’è alcuna citazione ai percorsi interni all’Ospedale, si parla di pazienti asintomatici, ma se si aggravano? Cosa succede se i reparti COVID non hanno posti?  

  

Inoltre per quanto riguarda i trasferimenti dei pazienti COVID occorre chiarire bene le modalità, in molti casi è stato chiesto ai reparti di procurarsi la barella biocontenitiva, in altri il paziente viene trasportato con un “cubo” posto sopra la testa del paziente, tale strumento non rientra assolutamente nei DPI previsti dalle norme vigenti.   

Fatto ancor più grave è che quanto disposto dalla DS non tiene conto dei processi organizzativi e del maggiore impegno a carico della U.O. La gestione dei letti Covid è a carico dell’organico infermieristico e operatori socio sanitari presente in reparto già notevolmente ridimensionato rispetto gli standard assistenziali ordinari, come questa organizzazione sindacale ha denunciato negli ultimi giorni, vedi caos in Neurologia.  

Considerato, inoltre, che il contagio si diffondendo in maniera considerevole tra gli operatori e queste condizioni lavorative potrebbero potenzialmente accentuarlo. Con l’organico così ridotto la sostituzione del collega malato ricade su chi rimane in servizio, saltando i turni di riposo, sommando a straordinari orari aggiuntivi in una forma di ottimizzazione del lavoro ingestibile e insostenibile. 

Inoltre si rileva che al personale impegnato deve essere immediatamente corrisposta l’indennità di Malattie Infettive.  

Risulta anche che in alcuni casi nelle stanze bolla siano collocati anche pazienti covid, paucisintomatici con  ventilazione, si rammenta che alcune procedure mediche (ventilazione polmonare non invasiva ed invasiva, broncoscopia ecc…) Possono produrre goccioline droplets molto piccole (chiamate nuclei di goccioline aerosolizzate o aerosol) che sono in grado di rimanere a lungo sospese nell’aria e possono potenzialmente essere causa di trasmissione dell’infezione. 

Per quanto sopra la Funzione Pubblica CGIL Brindisi chiede:  

  

  • La revoca della nota 94628 e successive 
  • La convocazione di un incontro monotematico per contribuire, così come previsto dalla normativa vigente, a definire tra le Parti l’organizzazione del lavoro in un  presidio che già mostra una carente dotazione organica anche in ragione dei carichi di lavoro presenti nello stesso.  
  • Assunzioni e stabilizzazioni del personale come da decreto milleproroghe 
  • Che la direzione generale e alla dirigente dell’area del personale pongano massima attenzione sulle assegnazioni del personale di comparto, al fine di garantire un’equa ripartizione  in base alle reali esigenze delle U.O.  

 

Nelle more di avere il dovuto riscontro, nella consapevolezza che la richiesta possa acclarare la correttezza e la trasparenza delle dinamiche gestionali aziendali, in quanto ogni determinazione organizzativa non può mai connotare un arbitrario esercizio di autonomia individuale. 

La FP CGIL Brindisi ritiene doverose tali segnalazioni a garanzia della saluta degli utenti e dei lavoratori, certa che tali istanze troveranno puntuale accoglimento e attenzione. 

 

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