Brindisi, Morleo confessione shock: “Feci a pezzi il corpo di Cairo ma non lo uccisi io”

mercoledì 13 dicembre 2023

BRINDISI - Una svolta senza precedenti si è verificata nel processo per l'omicidio di Sergio Spada e Salvatore Cairo. Enrico Morleo ha ammesso di aver smembrato il corpo di Salvatore Cairo, ma ha categoricamente negato di essere il responsabile dell'uccisione.
In un colpo di scena avvenuto durante l'udienza in Corte d'Assise a Brindisi, entrambi gli imputati, Cosimo Morleo in veste di mandante e Enrico come esecutore materiale, sono comparsi in aula per la prima volta. Fino a quel momento, entrambi avevano respinto ogni accusa.

La rivelazione scioccante è giunta quando Enrico Morleo ha confessato di aver trovato il cadavere di Cairo nella sua azienda e di aver preso la decisione di farlo sparire.
Tuttavia, ha insistito nel negare di essere stato l'artefice dell'omicidio dell'imprenditore. Sorprendentemente, si è dichiarato disposto a condurre il pubblico ministero nel luogo dove si suppone siano i resti di quella tragica esecuzione, incluso il luogo in cui è stata utilizzata la motosega per smembrare il cadavere.
Un'inversione di tendenza che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi nel corso del processo.

Inoltre, Enrico Morleo ha sollevato suo fratello Cosimo da ogni responsabilità, affermando che quest'ultimo non era a conoscenza di quanto accaduto quella mattina nella sua azienda.

I RETROSCENA

Il tragico evento legato all'omicidio di Salvatore Cairo, datato 6 maggio 2000, rivela un intricato intreccio di circostanze secondo le accuse formulate. L'imprenditore attivo nel settore dei casalinghi avrebbe perso la vita a causa di coltellate inflitte da una figura rimasta nell'ombra, all'interno dell'azienda "Il Fuocolare," situata nei pressi della zona industriale di Brindisi.
Tale struttura, collegata a un individuo distante dall'accusa, occupa lo stesso piazzale di un'altra impresa, la Mc Europe, anch'essa associata a Cosimo Morleo. Successivamente all'omicidio, il corpo della vittima fu soggetto a una macabra operazione di smembramento attraverso l'utilizzo di una motosega, seguita da una fase di cremazione in un contenitore di acciaio. I resti e le ceneri furono poi nascosti in una località rimasta sconosciuta fino a quel momento.

In parallelo, emerge che la stessa figura è indicata come esecutore materiale di un secondo omicidio, quello di Sergio Spada, avvenuto il 19 novembre 2001. Il corpo dell'imprenditore fu abbandonato in un'area di servizio dismessa sulla circonvallazione di Brindisi, all'altezza del rione Sant'Elia, dove fu rinvenuto la mattina successiva.

 

 

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