Brindisi, Nuovo teatro verdi: Marcello Veneziani racconta Giambattista Vico, il 28 dicembre

giovedì 14 dicembre 2023
 

Marcello Veneziani presenta “Vico dei miracoli”, l’ultimo lavoro dello scrittore pugliese edito da Rizzoli. Appuntamento giovedì 28 dicembre, alle ore 18.30, nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di BrindisiL’ingresso è gratuito, previa prenotazione sulla pagina di Eventbrite rebrand.ly/VicodeiMiracoli.

L’incontro sarà preceduto dai saluti istituzionali del sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, quindi dialogherà con l’autore la giornalista Maria Di Filippo.

Veneziani incorona Giambattista Vico come il più grande dei pensatori italiani raccontando il filosofo, l’uomo e la sua Napoli. Al centro del lavoro l’epoca, il pensiero e la vita del grande filosofo napoletano, che ha dato un contributo fondamentale al pensiero del nostro Paese, ma che spesso è stato frainteso o sottovalutato. Una sorta di dichiarazione d’amore per «quel cristiano secco e bassolino col bastone appuntito che attraversa ogni mattina Spaccanapoli... che se ne va sempre solo, cammina piano, e sembra un poco scartellato, come dicono qui...». Con il piglio del cantastorie e la precisione dello storico, Veneziani ci racconta la vita tormentata di uno dei grandi filosofi e letterati della nostra tradizione. Tutto scorre come in un romanzo, ma ogni dettaglio è autentico: la nascita e l’infanzia tribolata, il lavoro di precettore, i primi passi accademici, le singolari vicissitudini familiari, i rapporti con la Chiesa, le opere incomprese, la vecchiaia, la morte fino alla gloria postuma.

Passo dopo passo, muovendosi tra discreta ironia, frasi idiomatiche, dialetto napoletano e brani di inflessione favolistica («Ascoltate come visse, cosa patì da studioso e da padre, da vivo e pure da morto, quali umiliazioni subì, quale solitudine avvertì, quali vie percorse per giungere alla visione della storia irradiata dalla divina Provvidenza»), Veneziani ci accompagna nei luoghi, nelle aule e nelle dimore, a partire dalla casa natale, e intercetta storie che secoli più tardi avrebbero ispirato il genio di Eduardo Scarpetta. Alcuni quasi evocativi della più irriverente commedia dell’arte, come il caso del doppio funerale, con la salma rispedita a casa dopo le esequie e ripetute il giorno successivo.

 

Il tardivo riconoscimento di Giambattista Vico e la sua gloria postuma rappresentano un fatto singolare e una importante chiave di volta nella storia del pensiero. Veneziani sottolinea come la intempestiva celebrazione di Vico rischi di paventare l’estremo opposto: quello di elevare il filosofo a figura cardine o precursore di praticamente tutte le correnti del pensiero moderno, dall’Umanesimo al Risorgimento, dal Romanticismo al Costruttivismo, e persino in ambiti in apparenza alieni alla sua materia di studi, come la matematica, la linguistica, la pedagogia, fino alla psicologia junghiana. Nondimeno, è indubbio che Vico abbia lasciato un segno indelebile su molti autori successivi. Pensatori come Herder, Goethe, de Maistre, Chateaubriand e Montesquieu.

 

 

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