Il polo chimico brindisino ha cercato di superare le sfide economiche e strategiche che si sono presentate negli ultimi anni, che hanno guidato la scelta di chiudere. Secondo i dirigenti, non è sostenibile alcuna altra scelta per gli impianti obsoleti e non più competitivi.
Jim Guilfoyle, senior vice president di Lyondell Basell, ha evidenziato le difficoltà del mercato di riferimento a Brindisi, spingendo il gruppo a concentrarsi su siti e mercati più redditizi.
Le conseguenze pesano sui 135 dipendenti, con 47 lavoratori in esubero e gli altri nella speranza di proposte di trasferimento a Ferrara. L'azienda si è impegnata a coprire le spese fino al raggiungimento dell'età pensionabile per i dipendenti prossimi a tale soglia.
IMMAGINE DI REPERTORIO





















