Brindisi, Teatro Verdi: mercoledì 31 gennaio, va in scena “ Uomo e Galantuomo”, un classico di Eduardo

martedì 30 gennaio 2024

BRINDISI - Si riavvolge il nastro del tempo, ma il presente si fa ancora vivo con "Uomo e Galantuomo", la prima commedia in tre atti scritta da Eduardo De Filippo. Un omaggio al grande drammaturgo napoletano nel quarantennale della sua scomparsa.

L'appuntamento è al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi mercoledì 31 gennaio, con il sipario che si alzerà alle ore 20.30. I biglietti sono disponibili online sulla pagina di Vivaticket rebrand.ly/UomoGalantuomo e presso la biglietteria del teatro, aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 0831 562554 o scrivere all'indirizzo email botteghino@nuovoteatroverdi.com.

Un secolo di storia non ha intaccato la modernità del testo, con i suoi tempi comici esilaranti, le battute pronte e la malinconica risata tipica del teatro che si insinua nelle nostre vite, diventando un'ispirazione costante per esorcizzare le miserie e le paure quotidiane. A guidare la scena e i perfetti meccanismi comici è Geppy Gleijeses, attore e regista di lunga esperienza, allievo di Eduardo, il quale ha ottenuto il permesso di rappresentare le sue opere e ha ricevuto il titolo di "Miglior attore europeo" secondo l’Accademia Europea Medicea nel 2018. Accanto a lui, si esibiranno altri due grandi interpreti, Lorenzo Gleijeses ed Ernesto Mahieux, in un cast di altissimo livello che include anche Patrizia Spinosi, Ciro Capano, Gino Curcione, Roberta Lucca, Gregorio Maria De Paola, Irene Grasso, Salvatore Felaco e Demi Licata. Il rinomato regista Armando Pugliese, tra i più grandi del panorama italiano, ha diretto in più occasioni le opere di Eduardo, contribuendo a successi storici che hanno visto protagonista Luca De Filippo.

"Scrivo per tutti, ricchi, poveri, operai, professionisti... tutti, tutti! Belli, brutti, cattivi, buoni, egoisti. Quando il sipario si apre sul primo atto di una mia commedia, ogni spettatore deve potervi trovare qualcosa che gli interessa", dichiarava Eduardo De Filippo descrivendo la sua arte. La commedia giovanile del grande maestro del teatro italiano, spesso etichettata come farsa, è un'opera che sfugge a definizioni riduttive. Pur essendo ricca di battute ed episodi comici irresistibili, rivela profonde contraddizioni tra le apparenze e la realtà della borghesia, contrapposte alle quotidiane lotte del proletariato. Eduardo cesella sulla scena il confronto tra false virtù e tragedia, onore da salvare e fame. "Uomo e Galantuomo" è un testo che ha avuto una particolare evoluzione, scritto nel 1922 con il titolo "Ho fatto un guaio? Riparerò!" e dedicato al fratellastro Vincenzo Scarpetta. Inizialmente concepita come atto unico, si è poi sviluppata in tre atti, conquistando il palcoscenico nel 1933. La commedia degli equivoci, di cui Eduardo era un maestro insuperato, si rivela infallibile in questa storia di "teatro nel teatro": una sgangherata compagnia di guitti senza speranze deve mettere in scena "Malanova", testo del napoletano Libero Bovio, ma i margini di riuscita sembrano minimi. La mancanza di talento e l’improvvisazione degli attori contrappongono i drammi borghesi. Sulla scena della vita, i benestanti si rivelano più attori dei veri commedianti, impegnati solo nella sopravvivenza quotidiana. Si ride, ma con la passione che Eduardo ha reso emblema della sua arte. Le risate non possono che essere amare, proprio come la vita del proletariato che si reinventa pur di guadagnarsi il pane, disposto a tutto, anche a mettersi (infelicemente) in gioco. Sono "scavalcamontagne", per citare la cruda riflessione del capocomico. Infine, la grandezza di Napoli e della sua lingua: un luogo difficile da raccontare se non vissuto, ma che nello spettacolo diventa un incontro artistico con la sua ironia, a volte eccessiva ma sempre densa di umanità e poesia.

È durante le prove, guidate dal "pomposo" capocomico Gennaro, che la commedia raggiunge il suo apice di risate e humour farsesco. E mentre i responsi del pubblico sono spietati, irrompe sulla scena il fratello della prima attrice, determinato a imporre nozze riparatrici tra costei e il capocomico che l’ha messa incinta. Così, la pazzia diventa la cura migliore per risolvere il conflitto. Una pazzia che può andare oltre, aprendo nuove strade che penetrano nell’anima dei personaggi: "Di fatto, non esiste pazzia senza giustificazione e ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini", scriveva Alda Merini. La verità non è mai così netta e comprensibile, in una girandola di scambi di ruoli e responsabilità, e dunque di volti, che evoca il mondo di Pirandello.

La regia di Pugliese ricostruisce fedelmente il mondo di "Uomo e Galantuomo", restituendo nella sua pienezza tutto questo caleidoscopio di emozioni, risate e spunti di riflessioni.

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