Brindisi, allarme dei sindacati su crisi industriale: piovono le richieste di cassa integrazione e licenziamenti

giovedì 8 febbraio 2024

CRISI INDUSTRIALE A BRINDISI: NASPI IN FORTE CRESCITA

La crisi nell'industria brindisina continua a mettere a rischio il tessuto economico e sociale del territorio. I recenti dati sulle Domande di Disoccupazione (NASPI) mostrano un'importante crescita nell'ultimo anno, evidenziando il trend di chiusura di numerose aziende anziché la loro sopravvivenza.

Le organizzazioni sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL di Brindisi esprimono profonda preoccupazione per la situazione. In passato abbiamo lanciato ripetuti allarmi alle istituzioni locali, regionali e nazionali riguardo al rischio di un "effetto domino" causato dalla chiusura degli impianti industriali. Purtroppo, quanto temevamo sta avvenendo: la chiusura degli impianti P9T della Basell e della Centrale Enel di Cerano sta portando al progressivo smantellamento di un sistema industriale che ha sostenuto l'economia e l'occupazione a Brindisi.

A complicare ulteriormente la situazione, c'è il rinnovo degli appalti nelle aziende Eni del Petrolchimico, che ha portato alla uscita di ditte storiche come la Cimi Spa, Tecnogal Service Srl e Leucci Group Srl, mettendo a serio rischio la loro esistenza stessa. Le Segreterie di Categoria Confederali del comparto chimico ribadiscono il loro impegno nel difendere i lavoratori e la loro professionalità acquisita nel tempo, ma non possono restare inerti di fronte a questo continuo stillicidio occupazionale ed economico.

È urgente trovare soluzioni concrete per evitare ulteriori danni sociali ed economici alla provincia. Chiediamo accordi su clausole sociali di salvaguardia e ci appelliamo alle istituzioni affinché si impegnino attivamente nell'organizzare incontri con tutte le parti coinvolte, garantendo un futuro sicuro e dignitoso non solo nel Gruppo Eni, ma in tutto il comprensorio industriale di Brindisi.

CISAL CHIMICI: APPELLO PER UN FUTURO CERTO E DIGNITOSO

Nel 2020, la Cisal Chimici, rappresentata da Massimo Pagliara, ha evidenziato l'incapacità dei dirigenti locali del gruppo Eni nel petrolchimico di influenzare gli appalti. Nel 2014, il Consiglio Comunale di Brindisi si era impegnato a istituire un Gruppo di Lavoro e Monitoraggio per affrontare la situazione, ma fino ad oggi le clausole di salvaguardia previste dall'accordo con la Regione Basilicata non sono state applicate nella nostra regione.

La Cisal Chimici invita nuovamente le istituzioni locali, provinciali e regionali a organizzare un incontro con tutte le parti coinvolte per garantire un futuro certo e dignitoso all'economia locale e ai lavoratori. È fondamentale che Eni e le istituzioni si impegnino concretamente per sostenere le piccole e medie imprese locali e per preservare gli indici occupazionali esistenti nei cantieri della provincia.

Le grandi aziende presenti nel territorio, come GE AVIO, SALVER, SANOFI, JINDAL, ENEL e LYONDELL BASELL, non possono rimanere indifferenti alla situazione di crisi che sta colpendo l'intero comprensorio industriale. È necessario un impegno congiunto per evitare il collasso del tessuto sociale ed economico della provincia di Brindisi.

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