Macchia (Cgil): "la crisi industriale che sta travolgendo Brindisi non può più essere ignorata"

venerdì 24 maggio 2024

CGIL, CRISI INDUSTRIALE BRINDISI  -La misura è colma: la crisi industriale che sta travolgendo Brindisi non può più essere ignorata. L’assemblea sindacale unitaria di Cgil e Uil svoltasi stamattina davanti ai cancelli della centrale Enel di Cerano ha rappresentato di una vertenza tesa a smuovere le istituzioni e soprattutto il governo, finora assenti, affinché centinaia di famiglie non perdano il proprio posto di lavoro. La chiusura della centrale termoelettrica Federico II sta aggravando in modo insostenibile la situazione occupazionale di Brindisi, gettando nell’incertezza il futuro di intere famiglie.

La Cgil di Brindisi, insieme con le categorie Filctem, Filt, Fiom, Fillea e Filcams e la Uil con tutte le sue categorie hanno manifestato con forza la propria preoccupazione per un “effetto domino” che potrebbe travolgere ulteriori attività industriali della zona. La crisi della centrale Enel è solo la punta dell’iceberg di uno tsunami industriale che coinvolge anche realtà come Basell, con possibili ripercussioni su tutta la chimica di base, ed Euroapi. Queste aziende, già in difficoltà, rischiano di seguire lo stesso tragico destino, con conseguenze devastanti per l’intera economia brindisina. La desertificazione industriale è una realtà imminente, con i maggiori player che abbandonano il nostro territorio, lasciando dietro di sé disoccupazione e disperazione.

È con urgenza e determinazione che chiediamo al governo un intervento deciso e tempestivo. Sono necessari fondi adeguati, progetti concreti e lo sblocco delle autorizzazioni per rilanciare l’industria locale. La drammaticità del momento non consente ulteriori ritardi. Da anni la Cgil insieme con le sue categorie, propongono alternative e soluzioni per contrastare questa crisi, ma finora non c’è traccia di una misura concreta da parte del governo, di un euro speso, di un’attività sbloccata per bilanciare i drammatici effetti della crisi. L’inerzia delle istituzioni è inaccettabile e mette a rischio il futuro di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie.

Cogliamo l’occasione per ringraziare il prefetto della provincia di Brindisi Luigi Carnevale, per la grande sensibilità e la tempestività con cui ha colto il segnale lanciato da Cgil, Uil e i lavoratori, convocando subito un incontro, in cui ha dichiarato tutto il suo impegno già a partire dalle prossime ore facendosi portavoce dinanzi al governo di tutte le istanze e le preoccupazioni emerse.

Durante l’assemblea di oggi, abbiamo lanciato la prossima grande mobilitazione unitaria prevista per il 31 maggio. La Cgil e la Uil con tutte le sue categorie, invitano il territorio a partecipare in massa a questa manifestazione unitaria. È necessario accendere i riflettori su un’unica grande vertenza che inglobi tutte le crisi in corso a Brindisi. La nostra città non può permettersi di perdere ulteriori posti di lavoro, e la manifestazione del 31 maggio sarà una dimostrazione di forza e unità per chiedere un futuro chiaro e sicuro per tutti i lavoratori.

Non possiamo più tollerare l’inerzia delle istituzioni. La crisi di Cerano è gravissima per tutto il sistema industriale brindisino. È ora di agire, di far sentire la nostra voce e di difendere con determinazione ogni singolo posto di lavoro. La manifestazione del 31 maggio rappresenta un momento cruciale: non possiamo permetterci di mancare. Invitiamo tutti i cittadini di Brindisi a unirsi a noi in questa lotta per il futuro della nostra città. Uniti possiamo fare la differenza.

 

Antonio Macchia

Segretario Generale Cgil Brindisi

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