Edison, GNL Brindisi: il TAR del Lazio dà ragione all’Autorità Portuale autorizzando il progetto originario col bombolone a 5 metri dai binari

sabato 22 giugno 2024

Il TAR del Lazio ha recentemente accolto il ricorso presentato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Meridionale (AdSPMAM) contro il Consorzio ASI di Brindisi. La sentenza invalida le note emesse dal Consorzio a gennaio 2024, che ostacolavano la realizzazione del deposito costiero di gas naturale liquefatto (GNL) presso Costa Morena Est.

LA DISPUTA LEGALE

La questione legale riguardava la distanza tra i binari ferroviari della banchina di Costa Morena Est e il deposito di GNL progettato da Edison. Il Consorzio ASI aveva imposto una distanza minima di 30 metri, basandosi sul D.P.R. n. 753 del 1980, rispetto ai 5 metri previsti nel progetto approvato dal decreto interministeriale del 22 agosto 2022. L’Autorità Portuale ha contestato questa imposizione, sostenendo che il Consorzio ASI non avesse l’autorità per emettere tali note.

LA SENTENZA DEL TAR                                      

Il TAR del Lazio, nella sua Terza Sezione presieduta da Giuseppe Sapone e con Marco Savi come estensore, ha dichiarato nulle le note del Consorzio ASI del 10 e 17 gennaio 2024. Il tribunale ha stabilito che il Consorzio ha agito "in difetto assoluto di attribuzione", eccedendo i propri poteri e competenze. La sentenza conferma la legittimità del progetto del deposito di GNL, permettendo la prosecuzione dei lavori come originariamente pianificato.

LE IMPLICAZIONI DELLA DECISIONE

Il TAR ha respinto le eccezioni del Consorzio ASI riguardanti la presunta incompetenza territoriale del TAR Lazio e l’inammissibilità dell’intervento di “Deposito GNL Brindisi Srl” e del ricorso dell’AdSPMAM. I giudici hanno chiarito che il progetto rientra nelle "infrastrutture di trasporto" della rete nazionale di gasdotti, confermando così la giurisdizione del TAR Lazio. I giudici hanno inoltre ribadito che le competenze dei Consorzi di sviluppo industriale, come l’ASI, sono limitate all’infrastrutturazione delle aree di loro pertinenza e alla fornitura di servizi alle imprese. Non rientra tra queste la vigilanza urbanistica ed edilizia, né la facoltà di impedire l’avvio dei lavori tramite note interpretative. Il Consorzio ASI, dunque, ha agito oltre il proprio mandato tentando di bloccare il progetto.

PROSPETTIVE FUTURE

Il Consorzio ASI sta valutando la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato. Nel frattempo, le associazioni ambientaliste hanno recentemente depositato una nota integrativa all’esposto presentato in Procura il 12 febbraio 2024, continuando a monitorare la situazione.

Questa sentenza rappresenta una vittoria significativa per l’Autorità Portuale e per Edison, consolidando la legittimità del progetto del deposito di GNL a Brindisi e assicurando la sua prosecuzione in conformità con le normative vigenti.

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