sabato 2 febbraio 2008

100 milioni per le Zone Franche Urbane.

Brindisi, 2 febbraio 2008. Anche per BRINDISI sgravi ed incentivi per le imprese che investiranno nelle aree degradate.  Gli addetti ai lavori le chiamano “zone franche urbane” e si traducono in cinque anni di zero tasse e contributi per le piccole e micro-imprese che decidono di investire nei quartieri più degradati delle nostre città. Soprattutto del Sud.


A rendere operativa la norma è una delibera “applicativa” approvata dal Cipe nei giorni scorsi che di fatto replica la formula già sperimentata in Francia, dove nelle tormentate  banlieue,  in un decennio sono nate circa centomila nuove imprese.


Da noi la normativa sulle Zone franche urbane (ZFU) è stata introdotta lo scorso anno dalla finanziaria 2007 e ora ampiamente rivista per recepire le osservazioni della Commissione UE , che ha chiesto parametri di individuazione delle aree di intervento più stringenti e una chiara definizione della tipologia di esenzioni.


In base alla delibera Cipe spetterà ora a Regioni e Ministero dello sviluppo economico individuare le aree dove applicare le agevolazioni previste e che possono rappresentare importanti opportunità per le piccole imprese locali.


L’ultima Finanziaria prevede infatti l’esenzione totale da Irpef, Ires, Irap e Ici per le piccole imprese che apriranno i battenti nei quartieri più degradati d’Italia. Per Irpef e Ires il plafond di reddito massimo esentabile è stato fissato a 100mila €, maggiorato di 5mila€ per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato. Per l’Irap il valore di produzione netta esentabile è invece di 300mila €.


L’esenzione dei contributi Inps varrà infine sia per i redditi da lavoro dipendente che autonomo, a condizione che almeno il 30% degli occupati risieda nella zona degradata. Anche dopo il primo quinquennio lo Stato continuerà però a dare una mano, con un esenzione Irpef-Ires del 60% il sesto e settimo anno, del 40% per quello successivo e del 20 per l’8° e il 9°. Gli stessi sgravi fiscali e contributivi sono previsti per le poche imprese già presenti nelle aree degradate, ma con il limite imposto dall’Ue di 200mila €  in tre anni.


La Finanziaria 2008, adeguandosi alle richieste UE, ha demandato al Cipe il compito di fissare dei paletti. I Comuni nei quali ricadranno le ZFU dovranno avere una popolazione superiore a 25mila abitanti e un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale. A loro volta le Zone franche interessate alle agevolazioni non dovranno superare il 30% della popolazione dell’intera area urbana e dovranno avere un tasso di disoccupazione superiore alla media comunale. Le aree così individuate potranno corrispondere a un singolo quartiere o a una circoscrizione ma potranno anche intersecare entrambi. Purchè l’area sia dettagliatamente perimetrata.


Ora tocca ai comuni presentare le loro proposte alle regioni, che insieme al Ministero dello Sviluppo Economico individueranno le ZFU in base  alla loro rispondenza ai criteri demografici e a un “indice di disagio socio-economico”, anch’esso fissato dalla delibera appena approvata. Indice che sarà il risultato di una media ponderata degli scostamenti dalla media nazionale dei tassi di disoccupazione, occupazione, concentrazione giovanile e scolarizzazione. In fase di prima applicazione le ZFU non saranno comunque più di 18 e dovranno essere distribuite su più regioni.


La selezione dovrà avvenire in tempi rapidi: sessanta giorni dalla pubblicazione della delibera Cipe.
“Le risorse complessive previste per avviare il processo sono pari a 100 milioni in due anni, ai quali si aggiungeranno anche le risorse regionali. E’ una somma – dicono gli On. Tomaselli e Carbonella - sufficiente ad avviare il processo, visto che inizialmente i costi saranno solo quelli relativi agli sgravi contributivi, dato che le imposte si versano l’anno successivo. Se, come siamo convinti, l’iniziativa avrà successo, il Governo dovrà adeguarne lo stanziamento.


Per il primo anno  si conta di sperimentare le zone franche in diciotto aree, tra queste Brindisi. Un ulteriore concreto risultato dell’azione del governo di centrosinistra a sostegno del nostro Mezzogiorno.


Sollecitiamo, pertanto, il Comune di Brindisi, gli enti locali e le forze sociali ad avviare al più presto le procedure per cogliere questa così importante occasione di sviluppo”

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