Un uomo di Ostuni ha finalmente ottenuto giustizia dopo un calvario sanitario lungo 168 giorni, trascorsi tra vari ospedali italiani.
L’incubo è iniziato il 9 giugno 2019, quando è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale “Perrino” di Brindisi per un infarto miocardico acuto, durante il quale è stato sottoposto a un intervento di angioplastica. Durante la degenza, l'uomo ha contratto un'infezione batterica da Klebsiella, aggravata da una serie di complicazioni che lo hanno costretto a trasferimenti in ospedali a Bari, Padova e Pavia per interventi e cure complesse.
Il caso è approdato in tribunale, dove il giudice Caterina Greco ha condannato l’Asl di Brindisi a risarcire l’uomo con oltre 200.000 euro per i danni biologici subiti. Il tribunale ha riconosciuto che le lesioni permanenti riportate sono state causate dalla mancata diagnosi tempestiva di una rara complicanza della tracheotomia – una fistola tracheo-esofagea – da parte del personale dell'ospedale “Perrino”. Tale negligenza ha prolungato inutilmente il periodo di degenza e peggiorato gravemente le condizioni fisiche del paziente.
Nel lungo iter giudiziario, i periti medici hanno confermato che la gestione clinica errata, inclusa la tracheotomia mal eseguita, ha significativamente contribuito all’aggravamento delle sue condizioni di salute e al ritardo nella guarigione.





















