La Politica agricola comune e le condizioni di lavoro nel settore agroalimentare sono stati al centro di un intenso confronto tra la FLAI CGIL e la vicepresidente della Commissione Europea, Roxana Minzatu.
L’incontro, tenutosi presso il Parlamento europeo a Bruxelles, è avvenuto in occasione della presentazione del VII Rapporto agromafie e caporalato.
La delegazione della FLAI, guidata dal Segretario Nazionale Giovanni Mininni, ha discusso con la Commissione Europea delle prospettive future del settore agroalimentare, sottolineando l’urgenza di strumenti efficaci per contrastare sfruttamento, caporalato e illegalità lungo l’intera filiera produttiva.
Parallelamente, la mobilitazione della FLAI CGIL e dell’ALPAA ha toccato il territorio con due importanti incontri pubblici ad Andria e Mesagne. Questi eventi hanno visto una forte partecipazione di operatori del settore provenienti da tutta la Puglia e hanno rappresentato un momento cruciale per discutere di lavoro, precarietà e diritti.
Nei dibattiti di Andria e Mesagne, si è dato ampio spazio ai cinque quesiti referendari promossi dalla CGIL, che riguardano il diritto al lavoro e la tutela della cittadinanza.
La precarietà lavorativa, aggravata dall’aumento dei contratti a termine e dal progressivo indebolimento delle tutele contro i licenziamenti ingiustificati, resta una delle principali preoccupazioni dei sindacati.
Per ka FLAI CGIL serve rilanciare i settori primari e sostenere i piccoli produttori delle filiere agroalimentari, della pesca, dell’acquacoltura e della zootecnia.
FLAI e ALPAA continueranno a promuovere incontri territoriali fino al voto sui referendum dell’8 e 9 giugno 2025, un appuntamento cruciale per il futuro del lavoro in Italia. «Il diritto al lavoro e alla cittadinanza deve essere difeso collettivamente – ha sottolineato il Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini – perché solo così possiamo cambiare in meglio il Paese».





















