Non solo mare: sempre più turisti scelgono i borghi pugliesi come destinazione per le proprie vacanze, attratti da natura, tradizioni e sapori autentici. A trainare questo fenomeno sono soprattutto i millennials e gli over 60, i cosiddetti "silver", che cercano esperienze autentiche tra cibo locale, storia e paesaggi incontaminati.
Secondo i dati del Rapporto Nomisma, oltre 1,6 milioni di italiani hanno visitato almeno uno dei Borghi più belli d’Italia, quattordici dei quali si trovano proprio in Puglia, da Otranto a Specchia, da Locorotondo a Monte Sant’Angelo. Ma è l’intero tessuto dei piccoli comuni, quelli con meno di 5.000 abitanti, a trainare un turismo diverso, più lento e sostenibile: 88 in tutta la regione, veri custodi di biodiversità agricola e tradizioni enogastronomiche.
Qui nasce il 92% delle produzioni tipiche regionali: prodotti come la carota giallo-viola di Tiggiano, la fava di Carpino, il lardo e il prosciutto di Faeto, l'arancia del Gargano, fino al pomodoro di Morciano e al cacioricotta di Orsara di Puglia. Specialità che, oltre a raccontare il territorio, finiscono nei piatti di trattorie, agriturismi e ristoranti tipici, diventando una delle principali motivazioni di viaggio.
"Il successo di una vacanza dipende dal cibo per il 35%", spiega Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia, sottolineando come i piccoli centri uniscano eccellenze gastronomiche alla bellezza dei centri storici e dei paesaggi rurali.
Il turismo nei borghi pugliesi rappresenta oggi un’importante leva di sviluppo economico e di contrasto allo spopolamento: valorizzare questi luoghi significa preservare la rete di imprese agricole, mantenere i presidi di sicurezza e frenare il degrado territoriale.
Non è un caso che la Puglia vanti numeri da record: 5 milioni di ulivi plurisecolari, 60 prodotti tra DOP e IGP, oltre 300mila ettari dedicati al biologico, senza contare i 379 prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti. Una ricchezza che rende la regione un punto di riferimento a livello nazionale non solo per il turismo balneare, ma anche per quello enogastronomico e rurale.
In un'epoca in cui autenticità, sostenibilità e qualità guidano sempre di più le scelte dei viaggiatori, i borghi pugliesi sembrano destinati a diventare la nuova frontiera del turismo esperienziale.





















