Il clima a Tuturano torna a farsi incandescente. Nella frazione di Brindisi, da sempre terreno conteso tra i clan locali, gli investigatori intravedono i segnali di un possibile nuovo scontro di mafia. A riaccendere le tensioni sarebbero stati i recenti tentativi del gruppo Buccarella di riaffermare la propria egemonia sul territorio, approfittando anche del ritorno in libertà di figure legate alla criminalità organizzata.
Per la Direzione distrettuale antimafia di Lecce, l’attentato incendiario compiuto l’8 gennaio contro il “Domus Cafè” – locale riconducibile al gruppo di Raffaele Martena – non è stato un gesto isolato, ma il messaggio inequivocabile di una sfida in atto. L’inchiesta, coordinata dalla Dda e portata avanti dalla polizia di Brindisi, ha portato ieri a un blitz con tre fermi.
Dietro le sbarre sono finiti Salvatore Buccarella, 59 anni, considerato ancora oggi il riferimento dello storico clan; Vincenzo Schiavone, 39 anni; e Giuseppe Attanasi, 37 anni, tutti residenti a Tuturano. Le accuse parlano chiaro: estorsione aggravata dal metodo mafioso, con l’imposizione del “pizzo” a un’azienda agricola del Leccese.
Le indagini hanno documentato le minacce risalenti al 19 agosto, rivolte da Buccarella e da Umberto Attanasi e interpretate come un avvertimento diretto al clan Martena. Una pressione costante, finalizzata a ribadire la supremazia sul territorio e a intimidire chiunque potesse mettere in discussione i loro equilibri.
La vittima è stata un’impresa agricola costretta a pagare 3.000 euro in contanti, oltre a 150 euro al mese come “contributo fisso” per una presunta guardiania. Un vero e proprio sistema di estorsione, ritenuto dagli inquirenti funzionale a rimpinguare le casse del clan e garantirne il controllo economico.
Il quadro tracciato dalla Dda e dalla polizia è quello di un contesto nuovamente a rischio: minacce, attentati e intimidazioni lasciano intravedere l’ombra di una nuova stagione di violenza a Tuturano. Un rischio concreto di guerra di mafia che, secondo gli investigatori, mette in bilico la sicurezza pubblica e la stabilità economica della comunità.





















