Difendere il lavoro, ridurre le tasse: la proposta della Fismic Confsal Brindisi per un fisco equo

giovedì 9 ottobre 2025

“Troppe tasse su chi lavora: serve un fisco che premi l’impegno e difenda i redditi”

Questo documento nasce da un confronto con i dirigenti sindacali dei vari settori in cui opera la Fismic Confsal, si pone l’obiettivo di informare in modo più approfondito i lavoratori su temi fiscali e sociali che incidono direttamente sul loro reddito e sulla loro vita quotidiana. 

Attraverso un dibattito aperto e costruttivo vogliamo contribuire alla creazione di una coscienza comune e di una consapevolezza collettiva sulle priorità che Istituzioni e Politica dovrebbero finalmente mettere al centro: il lavoro, il reddito e la dignità delle persone.

La realtà che viviamo

Come Fismic Confsal a tutti i livelli, denunciamo con forza una situazione ormai insostenibile per i lavoratori e i pensionati italiani. La pressione fiscale sulle buste paga resta tra le più alte d’Europa, mentre il caro vita e l’inflazione riducono mese dopo mese il potere d’acquisto delle famiglie.

Chi lavora in Italia paga troppo e riceve troppo poco.

Oltre il 46% del costo del lavoro è assorbito da tasse e contributi: di ogni 100 euro spesi da un’azienda, meno della metà arriva realmente al lavoratore. Un peso che grava sia sui dipendenti del settore privato che su quelli del pubblico impiego.

Nel confronto con Paesi come Germania, Francia e Spagna, i lavoratori italiani risultano doppiamente penalizzati: stipendi netti più bassi, tassazione più alta e servizi pubblici meno efficienti. È una spirale che svuota le tasche di chi lavora e frena la ripresa economica del Paese.

Le nostre proposte per un fisco più giusto

Noi della Fismic Confsal chiediamo una riforma fiscale concreta e coraggiosa, che restituisca valore e dignità al reddito da lavoro.

Proponiamo di: Estendere l’imposta sostitutiva già prevista per i PDR - premi di risultato, oggi al 5% auspicando che diventi strutturale, introdurre l’imposta agevolata anche sugli straordinari e sulla tredicesima mensilità, favorendo in concreto la competitività, questa scelta aumenterebbe subito il netto in busta e riconoscerebbe concretamente l’impegno di chi lavora di più.

Superare la logica dei “mille bonus” e delle misure spot, che disperdono risorse e creano disuguaglianze, per rafforzare invece i sostegni strutturali come l’assegno unico universale e le detrazioni per i familiari a carico, introducendo magari il quoziente familiare. Una misura che renderebbe il sistema fiscale più equo e che agevolerebbe in particolare le famiglie monoreddito, oggi tra le più penalizzate.

Partecipazione e responsabilità

Chi fa straordinari o aspetta la tredicesima non può essere tassato come chi vive di rendita: il lavoro produttivo va premiato, non punito. Per questo invitiamo i nostri iscritti e simpatizzanti a partecipare in modo più attivo, consapevole e resiliente alla vita sindacale, con proposte e confronti, utilizzando anche i consolidati canali telematici che la rete mette a disposizione.

Solo una base compatta, informata e partecipe, può davvero incidere sulle scelte della politica.

Crediamo inoltre che le iniziative legittime di sciopero debbano tornare a concentrarsi su questi temi concreti – fisco, salari, potere d’acquisto – evitando di inflazionare lo strumento dello sciopero con visioni troppo ideologiche o di parte.

Riguardo al rinnovo del CCNL metalmeccanici auspichiamo che la ripresa della trattativa non si areni nuovamente, come nei mesi scorsi, vanificando le 40 ore di sciopero che i lavoratori hanno fatto, e che rischiano di vanificare lo sforzo anche economico sostenuto, auspichiamo e invitiamo il Governo ad intervenire direttamente sulla trattativa, mettendo in campo politiche tese a ridurre in termini significativi il Gap negativo che attanaglia il sistema del lavoro ( imprese e lavoratori) apportando interveniti significativi sul cuneo fiscale, al fine di alleggerire realmente le buste paga da l’eccessiva tassazione.

Il lavoro va difeso con serietà, unità e responsabilità.Solo così potremo costruire un sindacato moderno, vicino ai problemi reali dei lavoratori, delle famiglie e dei pensionati.

“Difendere il lavoro significa difendere la dignità delle persone e il futuro del Paese.”

 

 

 

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