Momenti di paura all’aeroporto di Bratislava per i passeggeri del volo Ryanair diretto a Bari, quando un improvviso bird strike ha costretto il comandante a interrompere il decollo ad alta velocità. L’episodio è avvenuto il 1° dicembre 2025 e ha coinvolto un Boeing 737-800 della compagnia irlandese, registrato EI-EVV, che stava per sollevarsi dalla pista 04 quando un volatile ha impattato violentemente contro il motore destro.
Il comandante, seguendo le procedure di sicurezza, ha immediatamente interrotto la corsa. L’aereo ha rallentato in modo controllato, lasciando la pista attraverso la via di rullaggio a circa 1200 metri dal punto d’impatto, per poi rientrare al piazzale. A bordo, inevitabile lo spavento tra i viaggiatori, che hanno assistito all’improvviso cambio di manovra.
Per garantire il collegamento, Ryanair ha predisposto un aeromobile sostitutivo della controllata Buzz (marche SP-RKO), arrivato a Bari con un ritardo di circa 90 minuti. L’aereo danneggiato è rimasto fermo a Bratislava per 21 ore prima di essere trasferito a Milano Malpensa, dove al 4 dicembre non risultava ancora tornato operativo.
«Incidenti del genere non sono rari: i piloti sono addestrati a gestirli», spiega Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti. A confermarlo sono anche i dati della Federal Aviation Administration (FAA): negli Stati Uniti si registrano in media oltre 40 impatti tra aerei e uccelli ogni giorno. Un fenomeno in crescita che provoca danni ingenti alle compagnie aeree, costrette ogni anno a sostenere spese per milioni di dollari.
Il bird strike resta uno dei rischi più imprevedibili dell’aviazione civile, soprattutto nelle fasi critiche di decollo e atterraggio. In questo caso, l’addestramento dell’equipaggio e le procedure di emergenza hanno evitato conseguenze ben più gravi.





















