Brindisi — Una mattinata che doveva essere di semplice routine portuale si è trasformata in una scena ad alta tensione internazionale. Ieri, allo sbarco dei passeggeri della Crown Iris, una nave da crociera battente bandiera israeliana, il porto di Brindisi è diventato teatro di uno scontro accesissimo tra turisti israeliani e manifestanti pro-Palestina.
Fin dall’alba, un gruppo del “Comitato contro il genocidio palestinese” aveva organizzato un presidio con bandiere, megafoni e striscioni. L’obiettivo: contestare l’arrivo dei crocieristi, accusati — in uno degli slogan più ripetuti — di essere «soldati travestiti da turisti».
Quando la passerella si è aperta, la situazione è precipitata in pochi minuti. Dai manifestanti sono partiti cori contro le politiche di Tel Aviv; dai passeggeri sono arrivati insulti, gesti offensivi e persino mimiche minacciose, riprese dai telefoni e diffuse immediatamente sui social. In alcuni video si vedono sputi, mani portate alla gola in segno di minaccia, frasi come «non scherzate con il popolo israeliano» e «vi ucciderò». Un’escalation improvvisa che ha trasformato un semplice sbarco in un fronte di tensione politica.
La polizia, già presente in zona, è intervenuta rapidamente per separare i due gruppi, evitando un contatto fisico più grave. Non si registrano feriti, ma l’atmosfera è rimasta incandescente per diversi minuti, mentre le forze dell’ordine faticavano a contenere le due fazioni, divise da pochi metri e da un muro di insulti.
L’episodio, diventato virale in poche ore, conferma come il conflitto israelo-palestinese continui a riflettersi nelle piazze italiane, arrivando persino a investire luoghi di passaggio turistico come il porto di Brindisi. Ora resta da capire se dalle immagini e dalle testimonianze emergeranno responsabilità individuali e se saranno avviati procedimenti formali.
Intanto il dibattito corre veloce sui social, tra chi difende il diritto alla protesta e chi punta il dito contro la reazione dei passeggeri. Un’altra giornata che mostra come, anche a migliaia di chilometri di distanza, la guerra continui a generare fratture e tensioni immediate.





















