La stangata per mister Taurino dopo la reazione spropositata contro l’arbitro Dodici giornate di squalifica. È il pesante provvedimento disciplinare inflitto a Roberto Taurino, allenatore della Virtus Francavilla, al termine della gara contro il Barletta, episodio che ha scosso l’ambiente sportivo e aperto un dibattito sul rapporto tra tensione agonistica e rispetto delle regole.
Secondo quanto riportato nel referto ufficiale, al termine del match Taurino ha" raggiunto il direttore di gara con atteggiamento minaccioso, rivolgendogli espressioni irriguardose mentre gli stringeva la mano con forza in modo ironico. Allontanato inizialmente da un dirigente della propria squadra, dopo la notifica del provvedimento disciplinare l’allenatore sarebbe tornato nuovamente verso l’arbitro, costringendolo a indietreggiare per evitare il contatto fisico." Nel referto si fa inoltre riferimento alla reiterazione delle espressioni offensive e a un gesto fisico violento: uno schiaffo sulla mano dell’ufficiale di gara che ha fatto cadere il cartellino. Solo successivamente Taurino si sarebbe allontanato definitivamente, continuando però a mantenere un atteggiamento giudicato offensivo.
Un comportamento ritenuto grave dagli organi di giustizia sportiva, che hanno deciso per una squalifica severa, ritenuta proporzionata alla dinamica dei fatti e alla necessità di tutelare l’incolumità e l’autorevolezza degli arbitri.
A poche ore dall’accaduto, è arrivata la dichiarazione ufficiale dello stesso Roberto Taurino, che ha scelto la linea delle scuse e dell’assunzione di responsabilità. L’allenatore ha definito il gesto come frutto della forte tensione del momento, sottolineando che non rispecchia i valori di rispetto, equilibrio e correttezza che dichiara di aver sempre perseguito nella sua carriera, sia da calciatore sia da allenatore. Taurino ha ribadito che nel suo comportamento, pur “assolutamente censurabile”, non vi era alcun intento violento o intimidatorio, confermando di aver già espresso il proprio rammarico alla società e di nutrire pieno rispetto per gli ufficiali di gara e per le istituzioni sportive.
“Accetto ogni responsabilità per quanto avvenuto – ha dichiarato – e mi impegno affinché episodi simili non si ripetano. Il calcio deve essere un esempio di educazione e lealtà”. La vicenda lascia ora spazio alle riflessioni, dentro e fuori dal campo, sul peso delle pressioni agonistiche e sul ruolo educativo che allenatori e società sono chiamati a esercitare, soprattutto nei momenti di maggiore tensione.





















