Brindisi – La movida del centro storico finisce sotto la lente della magistratura. Nella mattinata di ieri la Polizia di Stato ha eseguito il sequestro preventivo di cinque locali notturni, su disposizione del giudice per le indagini preliminari e su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine avviata per tutelare la quiete pubblica e la sicurezza dei residenti.
I provvedimenti hanno riguardato esercizi situati in alcune delle aree più frequentate del centro cittadino, tra largo Concordia, via Santi, via Palma, via Marco Pacuvio e piazzetta Giustino Durano, zone da tempo al centro di segnalazioni e lamentele per schiamazzi notturni, musica ad alto volume e feste protratte oltre gli orari consentiti.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti condotti dalla polizia amministrativa della Questura, i locali sarebbero stati teatro, in più occasioni, di eventi non autorizzati, con diffusione sonora oltre i limiti previsti e comportamenti idonei a compromettere il diritto al riposo dei residenti. In alcuni casi, sarebbero stati segnalati anche fuochi d’artificio e assembramenti incontrollati, non compatibili con il contesto urbano del centro storico.
Le indagini si sono basate su esposti presentati dai cittadini, controlli ripetuti delle forze dell’ordine e riscontri documentali che avrebbero evidenziato una condotta reiterata nel tempo. Per la Procura, il sequestro si è reso necessario per interrompere una situazione ritenuta non più tollerabile e prevenire il protrarsi dei disagi.
I titolari delle attività risultano indagati per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, mentre restano in corso ulteriori verifiche sul rispetto delle ordinanze comunali e delle normative in materia di pubblico spettacolo e somministrazione.
La vicenda riaccende il dibattito, mai sopito, sull’equilibrio tra svago notturno e vivibilità del centro storico, tema che a Brindisi continua a dividere residenti, operatori commerciali e istituzioni. Un equilibrio delicato che, ancora una volta, finisce nelle aule giudiziarie.





















