Una tragedia improvvisa ha colpito la comunità salentina nella mattinata di lunedì 2 marzo. Un bambino di 11 anni è morto poche ore dopo essersi sentito male durante le lezioni in una scuola secondaria di primo grado dell’hinterland di Lecce. Il ragazzo era il figlio del cantante Khadim, artista conosciuto nel panorama musicale locale.
Il malore a scuola e il rientro a casa
Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe accusato un malessere mentre si trovava in classe. Gli insegnanti, resisi conto della situazione, hanno immediatamente avvisato la famiglia. Il padre si è recato a scuola per riportarlo a casa, ritenendo inizialmente che si trattasse di un episodio passeggero.
Una volta rientrato nell’abitazione, però, le condizioni del bambino sono precipitate. Un secondo malore, più grave, lo ha colto mentre si trovava in bagno. È scattata la chiamata ai soccorsi, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.
Inutili i soccorsi
Il personale del 118 è intervenuto tempestivamente e il bambino è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Ospedale Vito Fazzi, dove i medici hanno provato a salvarlo. Poco dopo è stato constatato il decesso.
La Procura ha disposto accertamenti per chiarire con esattezza le cause della morte. Saranno gli esiti degli esami medico-legali a stabilire cosa abbia provocato il malore fatale.
Il dolore della comunità e del mondo della musica
Il ragazzino, conosciuto da tutti come Ibra, era figlio di Khadim, nome d’arte di Diene Cheik Amadou Bamba, fondatore del gruppo reggae Ghetto Eden, realtà attiva da anni nel territorio salentino e non solo. Nel corso della sua carriera, la band ha condiviso palchi e collaborazioni con artisti come i Sud Sound System, contribuendo alla diffusione della cultura reggae nel Sud Italia.
La notizia ha generato un’ondata di cordoglio sui social e tra colleghi e amici della famiglia. Messaggi di vicinanza e solidarietà stanno arrivando da tutta la provincia, segno di quanto il dolore abbia colpito non solo l’ambiente musicale ma l’intera comunità.
In attesa che venga fatta piena luce sulle cause del decesso, resta lo sgomento per una vita spezzata troppo presto e per una famiglia che oggi si trova ad affrontare un lutto devastante.





















