Il Pd di Carovigno denuncia l’isolamento del Comune e chiede responsabilità, chiarezza e una riforma della governance per tutelare la Riserva
Il Partito Democratico di Carovigno esprime forte preoccupazione per quanto accaduto nel corso dell’Assemblea consortile di Torre Guaceto dello scorso 1° aprile. Si tratta di un passaggio estremamente grave, che non può in alcun modo essere derubricato a semplice incidente di percorso, ma che rappresenta invece un segnale evidente di una crisi profonda nei rapporti tra i soci del Consorzio.
Come già evidenziato nei precedenti comunicati stampa del Partito Democratico, mai si era verificato che l’Assemblea consortile bocciasse a maggioranza la proposta di nomina del Presidente avanzata, come previsto dallo statuto, dal Comune di Carovigno. Una frattura di tale portata mette seriamente a rischio il futuro stesso del Consorzio di gestione e della Riserva, incrinando in modo forse definitivo il rapporto di fiducia e collaborazione tra i tre soci: Comune di Carovigno, Comune di Brindisi e WWF.
A preoccupare ulteriormente è il crescente isolamento istituzionale del Comune di Carovigno, che appare sempre più debole nei rapporti con gli altri enti. Si tratta di una perdita di autorevolezza e credibilità che non può essere ignorata e che rischia di compromettere la capacità del territorio di incidere nei processi decisionali.
In questo contesto, il Partito Democratico di Carovigno ritiene fuori luogo e fuorviante la posizione espressa dal sindaco di Brindisi. Non serve alzare scudi, né alimentare polemiche parlando di presunti tentativi di scippare la presidenza a Carovigno. Una simile narrazione non solo è infondata, ma è anche contraria allo statuto del Consorzio, che prevede regole chiare e non modificabili se non all’unanimità dei soci. Alimentare tensioni su questo piano significa solo aggravare una situazione già delicata.
Allo stesso tempo, il Partito Democratico auspica che il sindaco di Carovigno, Lanzilotti, voglia smentire con chiarezza le indiscrezioni di stampa circa una possibile uscita del Comune di Carovigno dal Consorzio. Una simile scelta avrebbe conseguenze gravissime per il territorio, privandolo di uno strumento fondamentale di tutela, valorizzazione e sviluppo sostenibile.
È altresì necessario interrogarsi con onestà sull’attuale governance della Riserva. Siamo certi che l’attuale composizione del Consiglio di amministrazione sia ancora adeguata rispetto alla dimensione ormai internazionale di Torre Guaceto? È evidente che occorra aprire una riflessione seria e non più rinviabile.
Per il Partito Democratico di Carovigno, l’unica via d’uscita da questa situazione incresciosa passa attraverso un’assunzione collettiva di responsabilità e una riforma della governance.





















