Polo nautico Brundisium, parte l’iter: chieste le aree portuali

mercoledì 8 aprile 2026

BRINDISI – Il progetto del Polo Nautico Brundisium compie un nuovo passaggio formale e torna al centro del dibattito sul futuro produttivo della città. Nella mattinata di oggi, nel corso di un incontro pubblico ospitato a Palazzo Granafei Nervegna, è stata illustrata la richiesta ufficiale di aree portuali ritenute necessarie per avviare un investimento che punta a ritagliare per Brindisi un ruolo più marcato nel settore della nautica.

A presentare l’iniziativa è stato Giuseppe Meo, amministratore del Polo Nautico Brundisium, che ha definito questo step come un momento decisivo per consentire al progetto di entrare in una fase più concreta. L’idea, spiegata nel corso della conferenza stampa, è quella di sviluppare in città un insediamento legato alla filiera nautica, sfruttando la posizione strategica del porto brindisino e le sue potenzialità infrastrutturali.

Secondo quanto illustrato dai promotori, il piano avrebbe una portata significativa sia sul piano industriale sia su quello occupazionale. L’investimento annunciato si aggirerebbe intorno ai 60 milioni di euro, con una prospettiva di ricaduta che, nelle intenzioni dei proponenti, potrebbe arrivare fino a 1.500 posti di lavoro tra diretti e indiretti.

Accanto alla parte produttiva, è stata richiamata anche la volontà di affiancare al progetto un percorso dedicato alla formazione professionale dei giovani, con l’obiettivo di creare competenze direttamente collegate alle attività che dovrebbero sorgere nell’area individuata per il futuro cantiere.

Il nodo centrale resta però quello autorizzativo. Le superfici ritenute idonee per l’intervento ricadrebbero infatti nella disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale, chiamata adesso a esprimersi sulla richiesta avanzata. È proprio su questo fronte che si gioca la fase più delicata dell’operazione: il progetto, infatti, potrà realmente imboccare la strada operativa solo in presenza di un pronunciamento favorevole.

Dal fronte dei promotori emerge la volontà di accelerare i tempi, nella convinzione che un eventuale rallentamento possa tradursi nella perdita di un’occasione ritenuta strategica per il rilancio del tessuto economico locale. La scommessa, in sostanza, è quella di agganciare Brindisi a un comparto considerato in crescita e capace di generare sviluppo, specializzazione e nuova occupazione.

Ulteriori dettagli sul progetto dovrebbero essere illustrati nel corso della prossima edizione dello Snim – Salone Nautico di Puglia, in programma a Brindisi dal 22 al 26 ottobre 2026. Sarà probabilmente quella l’occasione per comprendere con maggiore precisione l’impianto complessivo dell’iniziativa, le tempistiche ipotizzate e le eventuali ricadute sul sistema economico cittadino.

Per il momento, però, il dato politico ed economico è già chiaro: il Polo Nautico Brundisium ha mosso la sua prima vera carta sul tavolo istituzionale, chiedendo ufficialmente gli spazi necessari per provare a trasformare un progetto annunciato in una possibile nuova traiettoria industriale per il porto di Brindisi.

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