Cerano, cresce l’allarme lavoro: Cobas proclama lo stato di agitazione tra licenziamenti, incertezze e futuro appeso alla decarbonizzazione

lunedì 20 aprile 2026

Un clima di forte preoccupazione si addensa attorno alla Centrale Enel di Cerano, dove il sindacato Cobas ha dichiarato lo stato di agitazione per i lavoratori delle ditte appaltatrici. Tra licenziamenti già avvenuti, decine di operai in bilico e l’assenza di certezze sui piani industriali, il timore è quello di una crisi occupazionale sempre più profonda. Sullo sfondo, una transizione energetica che procede senza risposte concrete e che rischia di lasciare indietro lavoratori e territorio.

IL COMUNICATO INTEGRALE DEL COBAS  BRINDISI

 

Il Sindacato Cobas dichiara lo stato di agitazione per i lavoratori delle ditte appaltatrici della Centrale Enel di Cerano a sostegno dei 3 lavoratori licenziati dalla ditta di giardinaggio Colemi , per i 50 lavoratori ex SIR che erano addetti allo scarico del carbone transitati provvisoriamente in altre ditte, per sapere l’avvio dei programmi reali dell’Enel per tutti .

Il Sindacato Cobas convoca una  prima assemblea dalle 7,00 alle 8,00  e la seconda dalle 8,00 alle 9,00  davanti ai cancelli della Centrale di Cerano per dare le informazioni di cui è a conoscenza .

Le assemblee servono per costruire  insieme  a tutti i dipendenti  di Cerano le prossime mobilitazioni ;il tutto  per chiedere al Governo, all’Enel, di trovare subito la soluzione dei problemi all’ordine del giorno(Colemi , ex-Sir, nuovi impianti)  e per la prospettiva di carattere generale legata  alla cosiddetta fase di decarbonizzazione.

Intanto il Sindacato Cobas ha raccolto  informazioni su una riunione interna  ENEL che si sta svolgendo a Roma in questi giorni ; la riunione è rivolta a trovare le soluzioni per i tre lavoratori di Colemi , i 50 ex-Sir, per tutti i dipendenti delle ditte appaltatrici; da questa riunione il Cobas chiede che escano  certezze    sui piani di attività per la  messa in sicurezza dei gruppi termoelettrici,  dell’avvio della affidamento dei lavori per la costruzione dei nuovi impianti di batterie di accumulo della energia.

Dall’altra sappiamo che  il piano per la decarbonizzazione sembra andare avanti con la firma dell’accordo di programma spostato a Maggio.

Sembra che si siano aggiunti nuovi progetti a quei pochi che stavano per tagliare il traguardo.

Il Cobas è contento  se si aggiungono  nuovi investimenti ma chiede al Governo Nazionale che non si perdano per strada i 61 investimenti iniziali , così come sembra stia avvenendo in realtà.

Il destino di questa città è sempre di più nelle mani dei lavoratori e dei cittadini attraverso la mobilitazione , non ci possiamo permettere di perdere le occasioni per dare  lavoro ad una città esausta .

Altrimenti così come denunciamo da anni Brindisi è destinata a scomparire .

 

Per il Cobas Roberto Aprile

 

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