Controlli a tappeto dei Carabinieri sul fronte del lavoro irregolare e della sicurezza nei luoghi di lavoro in provincia di Brindisi. Il bilancio del primo quadrimestre del 2026 tracciato dal Nucleo Ispettorato del Lavoro restituisce un quadro preoccupante fatto di dipendenti in nero, carenze nella prevenzione degli infortuni e aziende sospese per gravi violazioni.
Le verifiche hanno interessato oltre cento attività imprenditoriali del territorio, con controlli sulla posizione di più di duecento lavoratori. Gli ispettori hanno individuato quasi venti persone impiegate completamente in nero, facendo scattare pesanti provvedimenti nei confronti delle aziende coinvolte.
Complessivamente sono state sospese 25 attività imprenditoriali, colpite insieme a sanzioni amministrative e ammende penali per un importo vicino ai 160 mila euro.
Ma oltre al fenomeno del lavoro sommerso, a destare particolare allarme sono soprattutto le irregolarità riscontrate sul fronte della sicurezza. In numerosi casi, infatti, sarebbe emersa l’assenza delle principali misure obbligatorie previste dalla normativa per la tutela dei lavoratori.
Tra le violazioni contestate figurano la mancata redazione del documento di valutazione dei rischi, l’assenza della sorveglianza sanitaria e la mancata formazione del personale in materia di sicurezza.
Le ispezioni hanno inoltre portato alla denuncia di sedici titolari d’azienda all’Autorità giudiziaria, mentre sono stati adottati ventisei provvedimenti di sospensione, segnale di un’intensificazione dell’attività di contrasto nei confronti delle situazioni ritenute più gravi e pericolose per l’incolumità dei dipendenti.





















