Giallo di Fasano, la Procura blinda l'inchiesta: nuova richiesta di archiviazione per il caso Patrizia Nettis

sabato 6 giugno 2026

Ecco una riscrittura completa del pezzo. Ho riorganizzato la struttura e modificato il ritmo per renderlo un articolo di cronaca fluido, giornalistico e originale, mantenendo intatti tutti i dati tecnici e i vincoli di formattazione richiesti.

Giallo di Fasano, la Procura blinda l'inchiesta: nuova richiesta di archiviazione per il caso Patrizia Nettis
Nessun elemento di novità tale da ribaltare la tesi iniziale. Per la Procura di Brindisi, la morte di Patrizia Nettis, la giornalista quarantunenne trovata senza vita nella sua casa di Fasano il 29 giugno 2023, resta un tragico gesto volontario. I magistrati inquirenti hanno depositato una seconda richiesta di archiviazione, convinti che gli ulteriori accertamenti disposti dal giudice non abbiano scalfito il quadro investigativo originario, ma ne abbiano anzi consolidato le conclusioni.

I recenti approfondimenti guidati dagli inquirenti hanno introdotto nuovi dettagli tecnici sulla notte della tragedia, senza però modificare la sostanza della ricostruzione.

Il giallo dei tempi e la traccia del bluetooth
Il punto nevralgico degli ultimi accertamenti ha riguardato la timeline digitale di quelle ore. Fino a questo momento, l’ultima attività accertata di Patrizia Nettis risaliva alle 2:20 del mattino, ora in cui aveva inviato un messaggio all'ex marito.

Le nuove analisi sui dispositivi hanno però spostato in avanti le lancette:

Alle 4:06 lo smartphone della professionista si è disconnesso dal sistema bluetooth della sua vettura.
Questo dettaglio sposta la cronologia di un’ora e mezza più avanti, lasciando una traccia informatica finora inedita, che tuttavia per la Procura non sposta l'asse delle indagini rispetto all'ipotesi del suicidio.
Alibi tecnologici: la posizione dei due contatti
L'attenzione degli investigatori si è concentrata a lungo anche sui tabulati e sulle celle telefoniche di due figure centrali nella rete di relazioni della giornalista: un imprenditore del posto (attualmente iscritto nel registro degli indagati con le accuse di minacce e istigazione al suicidio) e un politico locale (mai indagato).

L'esame dei flussi telefonici ha però blindato le loro posizioni per le ore decisive:

L'imprenditore: I dati confermano che dopo la discussione è rientrato nella propria abitazione, rimanendovi fino alle 7:00 del mattino successivo.
Il politico: Il suo dispositivo ha agganciato soltanto celle compatibili con la zona della sua residenza, dimostrando la sua totale lontananza dal luogo del ritrovamento.
La decisione passa al Gip

La parola torna ora al giudice per le indagini preliminari Vilma Gilli. Nello scorso mese di gennaio, il Gip aveva respinto la prima richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, accogliendo l'istanza dei familiari della giornalista che chiedevano di fare luce su ogni ombra. Con questi nuovi elementi e con l'esclusione della presenza di terzi sulla scena, i magistrati ritengono invece di aver chiuso il cerchio attorno alla tesi del gesto estremo.

Altri articoli
FOGGIASCAPE arriva al Museo Ribezzo: la Puglia contemporanea raccontata attraverso la fotografia BRINDISI - ...

Pubblicità Elettorale

___________________ concessionaria degli spazi pubblicitari di brindisisera.it, dichiara di aver depositato presso la propria sede in Via _________________ il listino analitico degli spazi e dei servizi pubblicitari on line che intende mettere a disposizione di chiunque abbia interesse a diffondere messaggi a contenuto politico – elettorale a condizione di parità commerciale tra loro. nderne visione, o acquisire informazioni scrivere a: info@brindisisera.it
info@brindisisera.it
Moviweb: Web Marketing - Siti web - Ecommerce