Brindisi, ultimatum dell'Autorità Portuale a Enel: entro ottobre via gli impianti da Costa Morena Est
L'Authority diffida la società energetica a liberare la banchina strategica per rilanciare traffici e investimenti nello scalo brindisino.
L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale ha notificato a Enel una formale diffida per ottenere la rimozione delle strutture ancora presenti sulla banchina di Costa Morena Est. A darne notizia è il Quotidiano di Puglia nell'edizione del 12 giugno.
Il provvedimento impone alla società energetica di completare lo smantellamento e liberare integralmente l'area entro il prossimo 30 ottobre, restituendo così alla piena operatività una delle infrastrutture più importanti del porto di Brindisi.
Al centro della vicenda vi sono le grandi opere utilizzate in passato per la movimentazione del carbone destinato alla centrale di Cerano: tramogge, nastri trasportatori, gru e altre strutture che insistono su aree demaniali la cui concessione risulta ormai scaduta. Una situazione che da tempo alimenta il malcontento degli operatori portuali e dei vertici dell'Autorità Portuale, convinti che la permanenza degli impianti stia limitando le potenzialità di sviluppo dello scalo.
Costa Morena Est rappresenta infatti una delle banchine più strategiche del porto brindisino grazie agli ampi spazi disponibili, alle caratteristiche dei fondali e alla capacità di accogliere traffici commerciali di rilevante entità.
Secondo quanto riportato, i lavori di smantellamento sono stati già affidati alla società Alfer, ma le operazioni procedono con lentezza e non hanno ancora consentito la completa liberazione dell'area.
Oltre agli effetti sullo sviluppo logistico del porto, l'Autorità contesta a Enel anche un danno economico legato al mancato utilizzo degli spazi demaniali, con una perdita stimata in circa 363 mila euro l'anno tra canoni e opportunità mancate.
La restituzione della banchina consentirebbe l'arrivo di nuovi traffici commerciali e l'attracco di ulteriori navi mercantili, in un momento in cui il mercato logistico internazionale manifesta crescente interesse verso gli scali dell'Adriatico. Un'opportunità considerata particolarmente importante per l'economia brindisina, già alle prese con le ricadute della crisi industriale e con la recente rinuncia di Enel al progetto del deposito di gas naturale liquefatto.
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