La chiusura dello stabilimento Basell di Brindisi entro la fine del 2026 accende nuovamente i riflettori sulla crisi del polo industriale brindisino. I sindacati parlano apertamente di una svolta drammatica per il territorio e temono che la decisione della multinazionale americana possa rappresentare solo il primo tassello di un effetto domino destinato a coinvolgere l'intera filiera della chimica locale.
Per Cgil, Cisl, Femca e Filctem si tratta della conferma di quanto denunciato da tempo: la progressiva perdita di competitività del comparto rischia di tradursi in una pesante emergenza occupazionale, con centinaia di lavoratori diretti e dell'indotto coinvolti nelle ricadute della chiusura.
«Avevamo lanciato l'allarme già da mesi sul rischio che si aprisse una stagione di dismissioni e abbandoni industriali», sottolineano i rappresentanti sindacali, che definiscono la vicenda Basell la manifestazione più evidente di una crisi che investe l'intero sistema produttivo brindisino.
Per rilanciare il confronto sul futuro del settore, venerdì 19 giugno alle ore 10 il Nuovo Teatro Verdi ospiterà il convegno nazionale dal titolo "Chimica. Quale futuro per l'industria delle industrie", promosso dalla Cgil. All'iniziativa parteciperà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e delle parti sociali.
Attesa anche la presenza del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e del presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, in un confronto che punta a riportare al centro dell'agenda politica nazionale il destino dell'industria chimica brindisina.
Nel mirino dei sindacati finiscono le politiche industriali degli ultimi anni, ritenute insufficienti a governare la transizione energetica e a garantire nuove prospettive occupazionali. Le preoccupazioni riguardano non solo la chiusura di Basell, ma anche il ridimensionamento di altri investimenti strategici annunciati per il territorio e le incertezze che ancora circondano alcuni dei progetti industriali più attesi.
L'obiettivo del convegno sarà quello di costruire una piattaforma comune tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali per chiedere un intervento concreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e scongiurare il rischio che Brindisi perda definitivamente il proprio ruolo storico nel settore della chimica nazionale.





















