La Regione Puglia accelera sul fronte della riduzione delle liste d’attesa e presenta i primi risultati del piano straordinario avviato nei primi mesi del 2026. Attraverso un sistema di contatto diretto con i cittadini, le aziende sanitarie hanno proposto l’anticipo di visite, esami diagnostici e ricoveri inizialmente programmati oltre i tempi previsti dai codici di priorità.
Nei primi 120 giorni dell’anno sono stati contattati oltre 206mila cittadini. L’iniziativa ha consentito di anticipare più di 116mila prestazioni sanitarie, recuperando circa una prestazione fuori soglia su due rispetto alla situazione iniziale.
L’attività ha riguardato soprattutto le prestazioni considerate più urgenti. Per i codici prioritari sono stati recuperati oltre 3mila appuntamenti con un anticipo medio di 142 giorni, quasi cinque mesi. Le prestazioni a priorità breve hanno registrato circa 52mila recuperi con una riduzione media dei tempi d’attesa di 132 giorni, mentre per quelle differibili e programmate l’anticipo medio è stato di circa tre mesi.
Particolare attenzione è stata riservata anche ai pazienti oncologici e cronici: oltre 5mila prestazioni sono state gestite con percorsi prioritari, consentendo un accesso più rapido rispetto alle tempistiche ordinarie.
Non tutti i cittadini, però, hanno accettato la proposta di anticipare l’appuntamento. I dati regionali evidenziano infatti 51.892 rifiuti. Nel 63% dei casi gli utenti hanno preferito mantenere la data già fissata, mentre il 23% aveva già effettuato la prestazione in regime privato. Un ulteriore 13% ha invece dichiarato che l’esame o la visita non erano più necessari.
Tra le prestazioni maggiormente recuperate figurano le prime visite specialistiche, che rappresentano il 38% del totale. Seguono gli esami di diagnostica per immagini, come radiografie, ecografie, TAC e risonanze magnetiche, da sempre tra i servizi più richiesti e soggetti a tempi di attesa elevati.
Secondo i dati aggiornati ad aprile, inoltre, non si registra un aumento significativo delle prescrizioni urgenti, elemento che confermerebbe un utilizzo corretto dei codici di priorità da parte dei medici di medicina generale.
Alla luce dei risultati ottenuti, la Regione sta ora valutando nuove misure organizzative per rendere permanente il sistema di contatto attivo con i cittadini. L’obiettivo è trasformare l’esperienza sperimentale in uno strumento strutturale capace di ridurre in modo stabile le liste d’attesa e garantire un accesso più rapido alle prestazioni sanitarie pubbliche.





















