CELLINO SAN MARCO – Un incendio doloso, circa 50 mila api morte e nessun responsabile ancora individuato. È avvolto nel giallo il grave episodio che ha colpito nelle scorse ore l'apiario di Antonella Renna, imprenditrice apistica e dirigente provinciale di Confcommercio Brindisi, nelle campagne di Cellino San Marco.
Il rogo è divampato nel corso della notte in un terreno situato a circa un chilometro dal centro abitato. Le fiamme hanno devastato gran parte delle arnie e distrutto anche alcuni tronchi di ulivo che ospitavano famiglie selvatiche di api. In pochi minuti è andato in fumo un patrimonio costruito con anni di lavoro e dedizione.
Il danno economico per l'azienda è ingente, ma le conseguenze ambientali appaiono ancora più drammatiche. La morte di circa 50 mila api rappresenta infatti una grave perdita per la biodiversità e per l'equilibrio dell'ecosistema, considerato il ruolo fondamentale che questi insetti svolgono nel processo di impollinazione e nella produttività agricola.
Le cause dell'incendio sarebbero di natura dolosa, ma al momento non risultano persone indagate, fermate o sospettati ufficialmente individuati. Proprio l'apparente volontà di colpire deliberatamente l'attività dell'imprenditrice ha portato il mondo associativo a parlare di un possibile atto intimidatorio, ipotesi che resta tuttavia al vaglio degli investigatori.
La vicenda ha suscitato profondo sconcerto nel territorio. Il presidente provinciale di Confcommercio Brindisi, Gianni Corciulo, e il responsabile della delegazione di Cellino San Marco, Alessandro Coletta, si sono recati sul posto per esprimere la vicinanza dell'associazione ad Antonella Renna.
Confcommercio ha duramente condannato il gesto, definendolo vile e inqualificabile, e ha rivolto un appello alle forze dell'ordine affinché venga fatta piena luce sull'accaduto e siano individuati al più presto gli autori del rogo. Contestualmente è stata attivata una rete di solidarietà concreta per raccogliere risorse e fornire il sostegno operativo necessario alla ricostruzione delle arnie e alla ripresa dell'attività.
Mentre le indagini proseguono nel tentativo di dare un volto ai responsabili, la comunità si stringe attorno all'imprenditrice e prova a reagire a un episodio che ha colpito non solo un'azienda, ma anche un prezioso patrimonio ambientale dell'intero territorio.





















