BRINDISI – L'ospedale Perrino consolida il proprio ruolo di centro di riferimento per la cura delle patologie oncoematologiche. La Asl Brindisi ha annunciato questa mattina il conseguimento del quarto accreditamento da parte di un'azienda farmaceutica per l'esecuzione delle innovative terapie CAR-T, trattamento di ultima generazione destinato ai pazienti affetti da tumori del sangue.
L'annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa ospitata al Centro trasfusionale del presidio ospedaliero, alla presenza del direttore generale della Asl Brindisi Maurizio De Nuccio, della direttrice amministrativa Loredana Carulli, del responsabile dell'Unità operativa complessa di Ematologia Gianni Quintana, della direttrice del Centro trasfusionale Antonella Miccoli, del responsabile dei Mielomi multipli Giuseppe Mele, del responsabile del programma trapianti Alessandro Spina e della dirigente biologa del laboratorio di manipolazione cellulare Francesca Romano. Il direttore sanitario Luigi Vernaglione, impegnato in un altro appuntamento istituzionale, ha fatto pervenire il proprio saluto attraverso il direttore generale.
Il nuovo accreditamento consente alla struttura brindisina di collaborare con una quarta azienda farmaceutica specializzata nello sviluppo delle terapie CAR-T, ampliando così le possibilità di accesso a un trattamento che rappresenta una delle più importanti innovazioni degli ultimi anni nel campo dell'oncoematologia.
La terapia CAR-T si basa sull'ingegnerizzazione dei linfociti T del paziente, cellule del sistema immunitario che vengono prelevate mediante leucoaferesi presso il Centro trasfusionale, successivamente modificate geneticamente in laboratori altamente specializzati affinché siano in grado di riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Una volta completato il processo, le cellule vengono reinfuse nel paziente dopo una fase preparatoria di chemioterapia.
«Questo quarto accreditamento rappresenta un traguardo per la nostra azienda e per tutta la sanità pugliese – ha dichiarato il direttore generale Maurizio De Nuccio –. Essere in grado di stringere accordi con le più importanti eccellenze farmaceutiche mondiali significa garantire ai nostri cittadini l'accesso alle cure più innovative e salvavita direttamente sul nostro territorio, evitando gravosi viaggi verso altre regioni. L'ospedale Perrino dimostra oggi, ancora una volta, la sua altissima capacità clinica e organizzativa».
Sull'importanza dell'investimento si è soffermata anche la direttrice amministrativa Loredana Carulli, evidenziando come i costi iniziali della terapia siano compensati, nel lungo periodo, dalla riduzione delle cure tradizionali, dei ricoveri e delle spese sostenute dai pazienti e dalle loro famiglie.
«La spesa per poter avere a disposizione questa terapia nell'immediato è importante per le casse della Asl, ma se si tiene conto del lungo termine viene ammortizzata dai risparmi derivanti dagli anni di cure standard a cui i pazienti affetti da queste patologie dovrebbero sottoporsi, senza contare gli eventuali ricoveri evitati e tutto il carico di costi collaterali che le famiglie dei malati devono sostenere. Siamo quindi estremamente soddisfatti di poter offrire questo tipo di trattamento che garantisce un'aspettativa di vita impossibile da raggiungere diversamente e che insieme garantisce una sostenibilità economica nel tempo».
Le terapie CAR-T stanno cambiando radicalmente l'approccio al mieloma multiplo, una malattia che fino a pochi anni fa presentava limitate possibilità terapeutiche.
«L'arrivo delle CAR-T ha letteralmente stravolto lo scenario clinico – ha spiegato Gianni Quintana –. Oggi siamo in grado di ottenere risposte profonde e durature anche in fasi di malattia precedentemente refrattarie. Le Linee Guida Internazionali raccomandano l'uso di questo nuovo costrutto già in prima recidiva: i dati dello studio CARTITUDE-4 parlano chiaro, mostrando a 33,6 mesi una sopravvivenza libera da progressione del 76,4% e un azzeramento della malattia minima residua in tempi rapidissimi, già entro otto settimane dall'infusione per la maggior parte dei pazienti».
Fondamentale, in questo percorso, è il ruolo del Centro trasfusionale, che segue tutte le fasi del trattamento.
«Il Centro trasfusionale è il punto di partenza e il punto di arrivo di questo delicato percorso salvavita – ha sottolineato Antonella Miccoli –. Attraverso le nostre strumentazioni e competenze immunologiche eseguiamo la separazione cellulare per isolare i linfociti T del paziente. Quando le cellule, diventate CAR-T dopo il passaggio nella Cell Factory, tornano da noi, siamo pronti per l'infusione. È un lavoro di squadra eccezionale che unisce la competenza medica e biologica alla tecnologia più avanzata».
Nel corso dell'incontro sono intervenuti anche Giuseppe Mele, Alessandro Spina e Francesca Romano, che hanno illustrato gli aspetti tecnici della presa in carico dei pazienti con mieloma multiplo, il programma trapianti e le rigorose procedure di manipolazione cellulare necessarie per garantire la sicurezza e l'efficacia di una terapia considerata oggi tra le più avanzate nel trattamento dei tumori ematologici.





















