La Giunta regionale approva le nuove misure dopo i risultati della prima fase: oltre 157mila prestazioni recuperate. Entro il 14 settembre le aziende sanitarie dovranno presentare i propri piani. Novità anche per ricette, pazienti oncologici e gestione delle prenotazioni.
BARI – La Regione Puglia accelera sul recupero delle liste d’attesa. La Giunta regionale ha approvato la seconda fase del Piano sperimentale, mettendo a disposizione 20 milioni di euro per le prestazioni aggiuntive, che saranno ripartiti tra le province sulla base della popolazione residente.
Il provvedimento arriva dopo i risultati della prima fase, conclusa il 30 giugno 2026. L'obiettivo iniziale era recuperare 124.320 prestazioni, di cui 114.300 di specialistica ambulatoriale e day service e 10.020 ricoveri programmati in classe A. Secondo il monitoraggio regionale, dal 1° febbraio sono state invece contattate 231.435 persone attraverso il sistema di recall e sono state recuperate 157.176 prestazioni, superando il target previsto.
Il richiamo degli assistiti ha permesso anche di aggiornare le liste, eliminando prenotazioni duplicate, prestazioni non più necessarie o già effettuate attraverso altri percorsi.
La fase 2 fino al 31 dicembre
La nuova delibera recepisce anche le indicazioni del Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 e stabilisce le misure che resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2026.
Le aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale dovranno approvare entro il 14 settembre i propri Piani aziendali per il recupero delle liste d’attesa, indicando gli obiettivi relativi alle prenotazioni fuori soglia. La priorità sarà riservata alle prestazioni urgenti e brevi, classificate U e B, e ai ricoveri programmati in classe A.
Una parte importante dell'intervento riguarderà il potenziamento del recall e la prevenzione dei cosiddetti “no show”, cioè gli appuntamenti ai quali il paziente non si presenta. Le prenotazioni saranno verificate nei giorni precedenti in modo da poter liberare tempestivamente i posti in caso di rinuncia.
I tempi massimi per visite e ricoveri
Restano confermati i tempi massimi previsti per le prestazioni di primo accesso: 72 ore per la classe U, 10 giorni per la B, 30 giorni per le visite e 60 per gli esami diagnostici in classe D e 120 giorni per la classe P.
Per i ricoveri programmati sono invece previsti 30 giorni per la classe A, 60 per la B, 180 per la C e fino a dodici mesi per la D.
Qualora nel territorio di riferimento non sia possibile garantire la prestazione entro i tempi previsti, dovranno essere attivati specifici percorsi di tutela per il paziente.
Più presa in carico per oncologici, cronici e fragili
Particolare attenzione viene riservata ai pazienti oncologici, cronici, affetti da malattie rare e alle persone in condizioni di fragilità. Le aziende sanitarie dovranno predisporre percorsi facilitati per l'accesso agli accertamenti diagnostici e alle successive prestazioni.
Per visite di controllo ed esami collegati al monitoraggio della patologia, la prenotazione dovrà essere effettuata direttamente dallo specialista che segue il paziente attraverso agende dedicate.
Per le prestazioni con codice di esenzione 048, quando direttamente correlate alla patologia oncologica, è prevista la presa in carico completa del paziente senza passare dal Cup.
Ricette U e B, arriva una scadenza
Tra le novità figura anche l'introduzione di termini di validità per alcune prescrizioni. Le ricette con codice U, relative a prestazioni da effettuare entro 72 ore, scadranno dopo cinque giorni dalla prescrizione. Quelle con codice B, da eseguire entro dieci giorni, avranno invece una validità di 15 giorni.
Saranno inoltre mantenuti i controlli informatici sulle prescrizioni duplicate, sulle esenzioni non coerenti con la patologia e sull'utilizzo delle classi di priorità, che dovranno essere indicate esclusivamente per i primi accessi.
Sale operatorie utilizzabili nell’arco di 12 ore
Sul fronte organizzativo, le Direzioni sanitarie dovranno predisporre modelli che consentano l'utilizzo delle sale operatorie nell'arco delle dodici ore, ottimizzando personale e strutture e distribuendo le attività tra turni mattutini e pomeridiani.
Nel sistema dell'offerta dovranno inoltre trovare una maggiore integrazione Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Farmacie dei Servizi, reti di cure palliative e percorsi multidisciplinari di Day Service.
Un tavolo regionale sull'appropriatezza delle prescrizioni
La delibera istituisce anche un Tavolo regionale sull'appropriatezza prescrittiva, coordinato da AReSS Puglia e dal Dipartimento Salute e Benessere, che dovrà insediarsi entro il 21 settembre.
L'organismo analizzerà i dati sulle prescrizioni, l'attribuzione delle classi di priorità e le eventuali differenze tra territori, proponendo indirizzi regionali, attività di formazione e sistemi di verifica.
Le singole aziende sanitarie dovranno parallelamente istituire gruppi interni incaricati di controllare l'appropriatezza delle prescrizioni e monitorare attività e costi.
Stanziati 20 milioni di euro
Per sostenere le prestazioni aggiuntive la Regione ha stanziato complessivamente 20 milioni di euro, utilizzabili fino al 31 dicembre 2026. Le risorse saranno ripartite tra le province sulla base della popolazione residente rilevata dall'Istat, mentre la successiva distribuzione tra gli enti presenti nella stessa provincia sarà stabilita con un apposito atto dirigenziale.
L'obiettivo della seconda fase non è soltanto aumentare il numero delle prestazioni erogate, ma utilizzare il piano per riorganizzare progressivamente il sistema sanitario regionale, adeguando l'offerta alla domanda reale, aumentando l'utilizzo di strutture e tecnologie e migliorando la programmazione del personale.





















