BRINDISI – Quattro aggressioni ai danni di operatori sanitari in pochi giorni. Dopo gli episodi nei reparti di Psichiatria, Ortopedia e Pneumologia, un nuovo caso al Centro Ustioni riaccende l’allarme sulla sicurezza nelle strutture sanitarie brindisine.
Per l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Brindisi non si può più parlare di episodi isolati. L’OPI chiede alla Direzione Strategica dell’ASL un intervento immediato e strutturale a tutela di infermieri e operatori.
«Quattro aggressioni in un arco temporale così ristretto non possono più essere considerate episodi isolati. Gli infermieri e tutti gli operatori sanitari devono poter svolgere il proprio lavoro senza essere esposti a minacce, violenze o aggressioni», afferma la presidente dell’OPI Brindisi, Paola De Biasi.
Tra le richieste avanzate figurano una ricognizione dei reparti maggiormente a rischio, il potenziamento della vigilanza, la verifica dei sistemi di allarme e degli accessi e una revisione delle procedure per affrontare le situazioni di violenza.
L’Ordine propone inoltre un piano straordinario aziendale per la prevenzione delle aggressioni, con interventi, responsabilità e tempi definiti, e ha chiesto un incontro urgente con la Direzione Strategica dell’ASL Brindisi.
«Non possiamo aspettare la quinta aggressione per tornare a parlare di sicurezza. Quattro episodi in pochi giorni rappresentano già un segnale d’allarme. Chi cura deve essere protetto e chi lavora negli ospedali deve poterlo fare in condizioni di sicurezza. Ora servono atti concreti, immediati e misurabili», conclude De Biasi.





















