STUNI – L’estate da tutto esaurito della Città Bianca ha avuto anche un altro volto, quello dei controlli sull’economia che ruota attorno al turismo. Tra luglio e agosto la Guardia di Finanza ha passato al setaccio decine di attività e il quadro emerso è significativo: quasi una verifica fiscale su due si è conclusa con la contestazione di un’irregolarità. Sul fronte dell’occupazione, invece, sono stati scoperti 13 lavoratori completamente in nero e altri quattro con posizioni irregolari.
È questo il risultato dell’attività condotta dalla Compagnia di Ostuni nell’ambito del piano straordinario predisposto per la stagione estiva 2026, quando l’aumento delle presenze turistiche moltiplica anche il volume d’affari di ristorazione, locali, lidi e servizi collegati.
Sono state 59 le verifiche effettuate sul rispetto degli obblighi fiscali. In 29 casi i finanzieri hanno riscontrato problemi nella corretta memorizzazione o emissione dei corrispettivi. In termini percentuali significa che le contestazioni hanno riguardato circa la metà dei controlli eseguiti.
Nel mirino non è finito un unico settore. Gli accertamenti hanno attraversato buona parte dell’economia estiva ostunese: dai bar ai ristoranti, dalle pizzerie agli stabilimenti balneari, passando per parcheggi e servizi di noleggio con conducente.
Ma è sul lavoro sommerso che l’attività delle Fiamme Gialle ha prodotto uno dei risultati più rilevanti. Ventuno interventi sono stati dedicati specificamente alla regolarità del personale impiegato. Tredici persone sono risultate lavorare senza alcuna regolarizzazione contrattuale e previdenziale, mentre per altre quattro sono state accertate differenti condizioni di irregolarità.
Per sei attività le conseguenze potrebbero andare oltre le sanzioni: alla luce della percentuale di personale non regolarizzato riscontrata durante gli accessi, la Guardia di Finanza ha inoltrato all’Ispettorato del Lavoro di Brindisi altrettante proposte di sospensione dell’attività imprenditoriale.
A indirizzare le pattuglie non sono stati soltanto gli accertamenti e l’analisi delle aree considerate maggiormente esposte. Una parte delle verifiche è nata anche dalle indicazioni arrivate direttamente da chi Ostuni la vive o l’ha frequentata durante le vacanze. Segnalazioni di residenti e turisti hanno infatti contribuito a individuare situazioni sulle quali effettuare approfondimenti.
È un aspetto sul quale la Guardia di Finanza insiste anche al termine di questa prima fase di controlli: il 117 e i reparti territoriali restano i canali attraverso i quali i cittadini possono segnalare possibili situazioni di illegalità economica.
L’obiettivo non riguarda soltanto il recupero di imposte o l’emersione del lavoro nero. In un territorio nel quale turismo e ristorazione rappresentano una componente importante dell’economia, contrastare chi aggira le regole significa anche evitare che le imprese regolari debbano competere con chi riduce i propri costi attraverso evasione e manodopera non dichiarata.
Con la conclusione dei mesi centrali dell’estate, inoltre, l’attività non si ferma: i controlli della Guardia di Finanza proseguiranno anche nei prossimi mesi sul territorio di Ostuni e nei comuni limitrofi.





















