SAN VITO DEI NORMANNI – Non più misure frammentarie, ma un intervento straordinario capace di affrontare una crisi che negli anni ha trasformato profondamente l’agricoltura salentina. È la richiesta che parte da San Vito dei Normanni, dove la Giunta comunale ha approvato la deliberazione numero 170 con la quale sollecita il riconoscimento del Salento come “Area Svantaggiata” o “Area di Crisi Agricola”.
L’iniziativa punta a portare la situazione del comparto agricolo all’attenzione del Governo e della Regione Puglia, partendo soprattutto dalle conseguenze dell’epidemia di Xylella fastidiosa. Secondo i dati richiamati nel provvedimento, il batterio ha interessato oltre 20 milioni di alberi in un territorio di circa 8mila chilometri quadrati, provocando perdite stimate in 132 milioni di euro ogni anno. Pesante anche l'impatto sull'occupazione, con oltre un milione di ore di lavoro perse annualmente e numerosi frantoi costretti a interrompere la propria attività.
Un quadro già difficile al quale si sono aggiunti negli ultimi anni la scarsità d’acqua, gli incendi e il progressivo abbandono delle campagne.
«La tragedia che sta vivendo l’agricoltura salentina non è un’emergenza locale, ma una crisi di rilievo nazionale», afferma il sindaco Marco Ruggiero, secondo il quale gli strumenti ordinari messi finora in campo, compreso il provvedimento “Coltivaitalia”, non sarebbero sufficienti rispetto alle dimensioni del problema. Da qui la richiesta di ricorrere a misure straordinarie paragonabili a quelle previste in occasione delle grandi calamità naturali.
Con la delibera, l'Amministrazione comunale fa proprie anche le istanze contenute nella piattaforma FLAI Puglia–ALPAA Puglia. Tra le priorità indicate figurano una fiscalità agevolata e forme di compensazione destinate ad aziende, lavoratori e frantoi, investimenti strutturali per contrastare la crisi idrica e prevenire gli incendi, aiuti diretti ai piccoli produttori e un maggiore sviluppo delle comunità energetiche applicate al settore agricolo, con l'obiettivo di ridurre i costi sostenuti dalle imprese.
Particolare attenzione viene riservata proprio alle aziende di dimensioni minori, che rappresenterebbero circa l’80% delle realtà agricole presenti sul territorio.
«Senza i piccoli agricoltori si perdono la tutela del suolo, la biodiversità e il presidio del territorio», sottolinea ancora Ruggiero, chiedendo alla Regione Puglia di sostenere la proposta davanti al Governo e alle istituzioni europee, con l'obiettivo di creare nuove prospettive produttive e occupazionali anche per le giovani generazioni.
La deliberazione approvata a San Vito dei Normanni è stata infine inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Agricoltura, alla Regione Puglia e ai rappresentanti parlamentari e regionali del territorio.





















