Brindisi, Ance apre il confronto sul futuro urbanistico: «Il Pug è ancora lo strumento giusto?»

lunedì 14 settembre 2026

BRINDISI – Il ritorno al centro del dibattito cittadino del nuovo Piano urbanistico generale viene accolto positivamente da Ance Brindisi, che invita però il Comune ad aprire un confronto ampio sul modello di sviluppo della città e sugli strumenti necessari per renderlo concreto.

Secondo l’associazione dei costruttori, la pianificazione urbanistica non può essere affidata esclusivamente alla maggioranza politica o agli uffici tecnici, né ridursi a un insieme di norme e perimetrazioni. Deve invece definire una visione capace di andare oltre la durata di una singola amministrazione, affrontando temi come sostenibilità, social housing, cambiamenti climatici, mobilità, parcheggi, aree verdi e rigenerazione urbana.

«Apprendiamo con favore che il Comune ha rimesso in moto il percorso verso il nuovo Piano Urbanistico Generale», dichiara il presidente di Ance Brindisi, sottolineando la necessità di superare le contraddizioni esistenti, ricucire le diverse zone urbane e restituire alla città una precisa identità economica.

L’associazione richiama alcuni casi considerati emblematici delle conseguenze prodotte dalle scelte urbanistiche, o dalla loro assenza: l’area ex Saca, i fabbricati dell’ex Agenzia delle Entrate e la vicenda di Acque Chiare. Situazioni differenti che, secondo Ance, dimostrano quanto sia difficile e costoso intervenire quando le trasformazioni sono ormai avvenute.

Il nuovo Piano, dunque, non dovrebbe limitarsi a stabilire dove e quanto costruire, ma indicare quale Brindisi si intende realizzare nei prossimi anni. Ance valuta positivamente la volontà del Comune di acquisire le professionalità necessarie alla redazione dello strumento, ricordando però che, dopo la fase progettuale, serviranno investitori e imprese in grado di tradurre le previsioni in interventi concreti.

Tra le priorità indicate figurano il recupero del patrimonio edilizio esistente, l’efficienza energetica, la riduzione del consumo di suolo e la rigenerazione delle aree urbane. In questo percorso le imprese chiedono di essere coinvolte come interlocutori, mettendo a disposizione la propria conoscenza del territorio e delle dinamiche economiche.

Ance chiarisce di non chiedere scorciatoie o strumenti costruiti sulle esigenze del comparto, ma una programmazione che sia allo stesso tempo sostenibile e realmente attuabile. Da qui l’interrogativo posto dall’associazione: capire se il Pug tradizionale sia ancora adeguato oppure se occorrano modalità più flessibili, capaci di accompagnare trasformazioni urbane spesso più rapide dei tempi della pianificazione.

«Ance Brindisi c’è, pronta a fare la sua parte in sinergia con gli altri stakeholder, perché Brindisi è una città bellissima con grande potenzialità ed il suo futuro va pianificato e programmato, insieme. Perché, prima o poi, va anche costruito e lo faremo anche noi costruttori», conclude l’associazione.

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