Franco Lisi è il nuovo presidente del Circolo della Stampa di Fasano “Adamo Secondo Nardelli”. Subentra a Gino Bianco, il cui mandato è scaduto il 24 gennaio scorso. Il consiglio direttivo si è riunito il 27 febbraio per procedere alla nomina del nuovo presidente che avviene, a rotazione, tra i soci fondatori, con scadenza biennale, in occasione della ricorrenza della festa dei giornalisti. Dopo la morte del fondatore Adamo Secondo Nardelli, avvenuta nel 1998, l’organismo, che riunisce i giornalisti fasanesi, è stato presieduto dai colleghi Paola Guarini, Zino Mastro, Tony Rizzo e Gino Bianco.
Quest’ultimo ha ricoperto la carica negli ultimi tre anni data l’incompatibilità per Franco Lisi che era segretario di un partito politico. Il collega Lisi, laureato in Scienze Politiche e iscritto all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti dal 1969, si è formato alla scuola della Gazzetta del Mezzogiorno di Oronzo Valentini; ha poi collaborato con varie testate nazionali ed è stato redattore della rivista internazionale “Italia Turistica”. Cultore del “localismo”, ha diretto giornali a Noci, Putignano, Martina, Taranto, Locorotondo, Mesagne e Fasano. Si è pure occupato di stampa istituzionale e, ha diretto per conto dei Comuni di Fasano e di Carovigno, le testate di informazione degli uffici delle pubbliche relazioni. Ha collaborato altresì con emittenti televisive regionali e ha scritto un libro sul rapporto giornalismo-politica a Fasano: “A piombo caldo”. Attualmente dirige il mensile di satira e costume “il Menante”.
Nel corso della riunione per il rinnovo della carica rappresentativa, il direttivo del circolo ha riconfermato segretario Gianfranco Mazzotta e ha abbozzato un programma di iniziative per il prossimo biennio. Fra queste, la pubblicazione di un libro che raccoglierà i pezzi più significativi e i “medaglioni” scritti da Adamo Secondo Nardelli sulla politica locale e i suoi personaggi.
Infine, Gino Bianco ha raccontato ai colleghi la vicenda che lo ha visto coinvolto nella trasmissione di La7 sul casinò a Fasano. Bianco, nella sua versione dei fatti, ha evidenziato che si è trattato di un raffinato raggiro, dimostrando la sua estraneità e smentendo categoricamente ogni forma di millantato: la sua partecipazione è stata squisitamente professionale per conto di una società di comunicazione della quale è consulente. Quindi nessuna intermediazione, essendosi limitato a proporre un piano di comunicazione regolarmente fatturabile.





















