venerdì 29 febbraio 2008

Andiamo a teatro ? no, andiamo al parcheggio

Brindisi, 29 febbraio 2008.  In qualsiasi città o paese del mondo, l’esistenza di un teatro costituisce motivo di orgoglio e di vanto per la gente che vi risiede. Ove si è verificato, inoltre, che un teatro sia andato distrutto o comunque reso inagibile, per cause incidentali, immediatamente si è corso ai ripari, ricostruendolo o ripristinandolo, per salvaguardare un pezzo di patrimonio storico e culturale.


Così è stato, nel corso degli anni, per esempio, a Venezia, con la ricostruzione del teatro “La Fenice, andato distrutto a causa di un incendio; a Bari, con la ricostruzione in atto del teatro “Petruzzelli”, anche questo andato distrutto a causa di un incendio; a Lecce, con il ripristino del piccolo grande teatro “Paisiello”, etc.


A Brindisi, no.  A Brindisi, nel passato, la popolazione ha dovuto assistere con rabbia, mai sopita, all’abbattimento dello storico teatro “Verdi” per far posto ad un condominio. Tale era la cultura di quell’epoca nella nostra città.


Poi, negli ultimi tempi, è accaduto che gli amministratori pubblici di Brindisi hanno ritenuto, lodevolmente, di riscoprire la vocazione culturale della città, impegnandosi a trasformare in contenitori culturali alcuni siti storici urbani per lungo tempo dimenticati ed abbandonati al degrado.


Ora, però, pare che la città di Brindisi ritorni al passato. Eh sì ! Perché è proprio di questi giorni la notizia, apparsa sulla stampa, che il teatro “Di Giulio”, acquistato a suo tempo dal Comune di Brindisi per 2 miliardi e 300 milioni di vecchie lire (pari a circa 1 milione e 200 mila euro), diventerà un parcheggio per auto.


Certo, un parcheggio serve sempre, ma nessuno può mettere in dubbio la notevole utilità di un teatro, come fattore di sviluppo e di crescita non solo culturale, eccezion fatta, forse, per qualche amministratore pubblico brindisino, il quale probabilmente considererà il teatro un consumo inutile ed effimero, ma non è così. Le finalità ideali di un teatro sono un bene culturale irrinunciabile.

Privarsi di un teatro equivale a compiere un processo di arretratezza nello sviluppo di una popolazione. E’ significativa, per esempio, l’utilità delle attività teatrali nelle scuole che assolvono a funzioni di educazione, formazione e socializzazione degli studenti, futuri cittadini adulti.


Probabilmente, l’avventata decisione degli amministratori pubblici brindisini di utilizzare il teatro “Di Giulio” a parcheggio multipiano per auto è dovuta alla loro prolungata rinuncia a fare scelte chiare e precise, in tempi utili. Pertanto, per non perdere per scadenza di termini i fondi POR disponibili, pari a quasi 3 milioni e mezzo di euro, e non avendo alcuna altra migliore idea circa la destinazione del teatro si è pensato bene di utilizzare lo stesso per usi meno nobili. 


Per ironia della sorte, il programmato parcheggio, secondo il progetto, dovrebbe avere l’ingresso da largo Pipino, il cui nome, per rimembranze storiche, richiama alla memoria il re dei Franchi, Pipino, vissuto dal 714 al 768, soprannominato il Breve per la sua rapidità nel decidere e nell’agire.  Proprio come i nostri pubblici amministratori. 


Triste considerazione finale : si elimina un TEATRO storico della città per parcheggiare 80 autovetture (20 auto X 4 piani). Costo iniziale dell’operazione : 3 milioni e mezzo di euro (!).

Si rafforza in me la convinzione che al mondo esistono tre categorie di uomini : quelli che pensano giusto, quelli che pensano sbagliato e quelli che pensano (?) come gli amministratori pubblici brindisini.


Bruno Storella


 


 

“E tu che Monumento sei?” è il titolo dell’iniziativa ideata dall’Associazione Le ...

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