venerdì 7 settembre 2007

Brindisi: Il porto, i barboni, il frigorifero

Brindisi, 7 settembre 2007. Terminate le vacanze estive, gli amministratori brindisini, dopo essersi ritemprati nello spirito, hanno ripreso di gran carriera ad interessarsi dei problemi della città che amministrano.
       
Leggendo, infatti, la stampa di questi ultimi giorni, non si può non essere contenti nell’apprendere che, coloro che reggono le sorti di Brindisi, si sono immediatamente rimessi a lavoro, ponendo in essere delle incisive(!?) azioni meritevoli di essere qui di seguito menzionate :


Il futuro del porto di Brindisi ? : Alla frutta (la frutta d’Egitto). Mentre ci sono dei porti, come quelli di Civitavecchia, Salerno e Palermo, che si stanno proiettando, in quest’ultimo periodo, tra gli scali primari del Mediterraneo, confezionando pacchetti turistici per sfidare i voli low cost, il porto di Brindisi (che pur si trova nel bel mezzo del Mediterraneo), per volontà di chi lo dirige, è stato destinato alla frutta.


 


Prima, si era detto che il porto di Brindisi sarebbe diventato come il porto di Marsiglia, poi, il porto delle navi da crociera e adesso il porto brindisino è arrivato alla frutta. Non è uno scherzo! Si tratta della effettiva destinazione del porto di Brindisi, nel quale –ha dichiarato il presidente Giurgola- “arriverà una nave al giorno carica di frutta proveniente dall’Egitto. Un traffico che costituirà una grande occasione per l’intera economia della città”. Mah, a questo punto, a noi brindisini, non resta che sperare, almeno, che i fagiolini costino a più buon mercato.


I barboni alla stazione ferroviaria di Brindisi: lettera-denuncia di un consigliere comunale.


Un consigliere comunale ha denunciato con una lettera sulla stampa: “La piazza antistante la stazione ferroviaria è in totale stato di abbandono e non si può sottacere quanto avviene quotidianamente in quella zona. Parliamo di una enorme casbah dove trovano rifugio una enorme moltitudine di soggetti: barboni accompagnati da una schiera di cani, immigrati che utilizzano le panchine come dormitorio, usando le aiuole circostanti per i loro bisogni fisiologici a cielo aperto. Per non parlare dello spaccio di sostanze stupefacenti e qualche episodio di prostituzione”.
          
Scusi, signor consigliere comunale, ma lei non fa parte della maggioranza che governa la nostra città? Ed allora, invece di farsi una inutile pubblicità personale con la sua lettera pubblicata sulla stampa, perché non si impegna, invece, a contribuire fattivamente con i suoi colleghi di governo ad eliminare tale situazione di degrado? O ritiene che il suo compito istituzionale si esaurisca con una semplice lettera-denuncia? Si attivi, signor consigliere, si attivi... E’ lei che sta nel palazzo, non i semplici cittadini, i quali, pur essendo d’accordo con lei su quanto denunciato in questa circostanza, altro non possono fare che attendere l’intervento degli enti preposti, di cui lei fa parte. 


La solidarietà di 4 consiglieri comunali alla Caritas di Brindisi : il frigorifero.


Quattro consiglieri comunali di Brindisi hanno indetto, durante la programmazione degli spettacoli estivi di quest’anno, una raccolta di fondi, con annessa estrazione a premi per i partecipanti, al fine di poter acquistare un frigorifero da donare alla Caritas di Brindisi. 
     
“La somma necessaria per l’acquisto dell’elettrodomestico è stata pienamente raggiunta” –hanno dichiarato alla stampa, con giustificato entusiasmo, gli intraprendenti consiglieri.
       
Iniziativa assai lodevole, questa, che, tra l’altro, come riportato sulla stampa, ha visto gli stessi impegnati a consegnare anche “personalmente” il frigorifero (cioè, vorrebbe significare che, anziché dare incarico ad altri per il trasporto, hanno provveduto gli stessi consiglieri a trasportarlo ed a consegnarlo? Non è dato comprendere bene le modalità dell’operazione).


Inoltre,  –si legge sempre nell’articolo-, la consegna sarebbe avvenuta nel corso di una cerimonia “molto informale”, con evidente intenzione dei consiglieri interessati a non pubblicizzare eccessivamente il solidale gesto.  Anche se poi, l’articolo di stampa lo ha ampiamente evidenziato  con titoli a caratteri cubitali.
    
Comunque, si è trattato di un bel gesto, dal momento che, almeno per questa volta…, la raccolta di  fondi è servita per uno scopo umanitario, a favore di quel grande “partito”, che seppur silenzioso, annovera fra le sue file numerose persone effettivamente bisognevoli.


Bruno Storella 


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